16.09.2026

Dipendenti Bce preoccupati per Lagarde

  • La Repubblica

Resta o non resta? Va o non va? Finisce il suo mandato, oppure no? Da molti mesi ormai si rincorrono le voci sui piani di Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea. Le prime indiscrezioni su una sua possibile partenza anticipata rispetto al termine di ottobre 2027, per andare a presiedere il World Economic Forum, risalgono addirittura a maggio dello scorso anno. Da allora le domande in merito sono state dribblate dalla diretta interessata con
la consueta eleganza, l’ultima volta nella conferenza stampa della scorsa settimana con un «nulla da riportare». I tempi di uscita di Lagarde sono un fattore chiave in vista della complessa per la successione, considerato che una partenza prima dei termini, e delle elezioni francesi, permetterebbe all’uscente Macron di partecipare alla selezione. Ma il limbo
personalistico in cui vive Francoforte, in un momento in cui l’inflazione è tornata a mordere, è un imbarazzo non da poco per l’istituzione più sacra dell’economia europea. A scriverlo ieri in una lettera al board è stato il comitato del personale della Banca, chiedendo chiarezza e denunciando il rischio che una «prolungata incertezza» mini la fiducia esterna nell’istituzione, il suo bene più prezioso, crei preoccupazioni nello staff e complichi il processo di successione.
Un portavoce ha replicato che la Bce ha solidi e consolidati processi per gestire le transizioni.
È indubbio però che una situazione del genere abbia pochi precedenti. Il World Economic Forum, per cui Lagarde sarebbe la prima scelta, dovrebbe nominare il nuovo presidente entro novembre, sciogliendo forse i dubbi. O forse no. A gennaio è poi prevista l’uscita dell’autobiografia di Lagarde. Ha assicurato che la promuoverà solo nei weekend o nei giorni festivi.