«Il mercato ha capito che la cosa migliore è aderire». Il numero uno di Poste Italiane, Matteo Del Fante, interviene pubblicamente dopo che venerdì scorso si è chiusa la prima finestra per aderire all’offerta pubblica di acquisto e scambio, promossa da Poste su Tim. Un primo round che ha consentito al gruppo di Del Fante di garantirsi il 66,6% dell’azienda di telecomunicazioni, finora guidata da Pietro Labriola. «Gli investitori hanno capito che non ha molto più senso restare azionisti di un’azienda che non paga il dividendo e che è una frazione di Poste Italiane», spiega Del Fante in un’intervista a Tg Poste, ricordando lo scenario complessivo, «un contesto in cui Poste sta valorizzando le azioni di Tim con un progetto congiunto molto ambizioso e con grande soddisfazione per tutti gli investitori». L’obiettivo della nuova finestra, che si aprirà dal 21 al 25 settembre, è rammentato dallo stesso Del Fante:«Ci troveremo ad una percentuale che sarà ampiamente di controllo, e partiranno le attività di integrazione delle due aziende».
A contribuire alle adesioni degli ultimi giorni è stato il ritocco dell’offerta di Poste, con un rilancio di 1,97 euro in contanti e di 0,218 azioni proprie per ogni titolo Tim consegnato. Oltre alla proposta migliorata avrebbe concorso un ulteriore fattore. «C’è stata una presa di coscienza, i mercati la chiamano fear of missing out, ossia paura di rimanere fuori dal treno di Poste, che partiva e, quindi, si sono tutti adoperati per aderire. Crediamo che questo timore ci sarà anche dal 21 al 25 settembre», è l’osservazione di Del Fante, che si appresta a partire per un ulteriore road show tra Londra e New York. La soglia chiave dell’operazione è assicurarsi la quota del 90% di Tim, valore oltre il quale Poste avrà il diritto di comprare tutte le quote restanti, obbligando i soci di minoranza residui a vendere le proprie azioni.
I prossimi giorni serviranno a recuperare quel 33% di capitale di Tim tuttora in capo a qualche fondo passivo, a piccoli azionisti e ai consueti ritardatari nell’aderire alle offerte suddivise in più finestre. Nel frattempo, a parlare è anche Giuseppe Lasco, direttore generale che dal 2024 sovrintende sull’operatività dell’intero gruppo Poste. «Allargando il perimetro a Tim, porteremo ancora più valore al nostro Paese e al nostro territorio. Questa integrazione creerà futuro per la nostra gente e per tutti i colleghi di Tim. Ci dobbiamo sentire orgogliosi di appartenere a questo grande gruppo industriale, che potrà competere con i grandi player internazionali per reggere l’urto dell’innovazione e della trasformazione digitale», tiene a dire Lasco, ribadendo al tg del gruppo che «Poste Italiane e Tim saranno un elemento di traino per il lancio e il consolidamento dell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale».