15.09.2026

AirBaltic, nuovo ko nei cieli: compagnia in Chapter 11

  • Il Sole 24 Ore

Dopo l’americana Spirit Airlines, un’altra compagnia aerea, questa volta europea cade sotto il peso del costo del carburante. Settimane di discussione con gli investitori per chiedere un nuovo finanziamento non sono servite a AirBaltic (controllata al 10% da Lufthansa) che ha deciso volontariamente di ricorre alla protezione del Chapter 11 negli Stati Uniti. La compagnia aerea lettone ha così presentato istanza presso un tribunale di New York nell’ambito di un piano di ristrutturazione del debito, mentre l’impennata dei prezzi del carburante aggiunge nuove pressioni a un settore già fragile. E come prima mossa il ceo ha avviato le trattative con i sindacati per ridurre il personale.

La società ha annunciato di aver ottenuto un impegno per 350 milioni di euro di finanziamenti al tasso del 12% da un gruppo di creditori che comprende Strategic Value Partners, Barclays, Hayfin Capital Management, Morgan Stanley e Oaktree Capital Management. Le nuove risorse serviranno a garantire la continuità operativa durante la procedura di ristrutturazione destinata a concludersi nel giugno 2027. Il ricorso al Chapter 11, ha spiegato AirBaltic, consentirà alla compagnia di beneficiare della protezione dai creditori mentre vengono negoziate le condizioni per il riassetto del debito. I voli continueranno a essere operati regolarmente mentre biglietti e prenotazioni resteranno validi e i servizi ai passeggeri proseguiranno senza modifiche.

La decisione rappresenta una brusca inversione di rotta per la compagnia lettone. Fino a poco tempo fa AirBaltic guardava alla Borsa come possibile soluzione per rafforzare la propria struttura patrimoniale e finanziare la crescita. Il vettore aveva più volte valutato un’Ipo, facendo leva su una flotta moderna e su una posizione particolarmente forte nei collegamenti regionali del Baltico. Il progetto di quotazione, discusso per la prima volta già nel 2018, è stato però rinviato ripetutamente a causa di una serie di fattori esterni e operativi.

A pesare sui conti sono stati in particolare l’aumento del prezzo del carburante, i problemi ai motori degli aerei, le conseguenze della guerra in Ucraina e il recupero più lento del previsto dopo la pandemia di Covid-19. La compagnia aveva già stimato, prima dell’ulteriore impennata dei prezzi del carburante, un fabbisogno di cassa compreso tra 100 e 150 milioni di euro per finanziare le proprie attività fino al 2026 e durante la stagione invernale 2027.La crisi finanziaria si è intrecciata anche con un cambio al vertice. Lo scorso anno il consiglio di amministrazione aveva rimosso l’amministratore delegato Martin Gauss, alla guida della compagnia per oltre 13 anni, affidando successivamente l’incarico a Erno Hilden.

Il ceo aveva già maturato esperienza nella ristrutturazione di compagnie aeree: nel 2022 aveva seguito il processo di riorganizzazione di SAS, che aveva a sua volta fatto ricorso al Chapter 11 negli Stati Uniti, uscendo dalla procedura due anni più tardi. AirBaltic, controllata in maggioranza dallo Stato lettone, arrivava già alla nuova fase di ristrutturazione con una posizione finanziaria sotto pressione. Ad aprile il governo aveva concesso alla compagnia un prestito da 30 milioni di euro mentre nei mesi successivi, l’aumento dei costi del carburante ha ulteriormente deteriorato la liquidità.

La società nel 2025 ha trasportato circa 5,2 milioni di passeggeri riportando ricavi per 779,3 milioni di euro e una perdita netta 44,3 milioni di euro. Conta oltre 3mila dipendenti e ha una flotta di 54 Airbus A220-300: il nuovo piano prevede una riduzione a circa 36 aerei entro fine 2026, quando al contrario prima della crisi l’obiettivo era di raddoppiare la flotta fino a 100 velivoli. Anche la guerra in Ucraina ha costretto a modificare i piani. «Per servire la Lituania e i paesi baltici sono sufficienti 30 aerei» ha commentato il capo del governo, Kulbergs che di recente aveva concesso 30 milioni di euro. Fino a ieri i Il vettore copriva 80 collegamenti tra Baltici, Europa e Medio Oriente. In Italia serve, tra gli altri, Milano Malpensa, Roma, Napoli, Torino, Verona, Pisa, Olbia e Catania. Inb futuro non si sa.