28.08.2026

Sanatorie, bonus e sgomberi: riforme sulla casa sotto esame

  • Il Sole 24 Ore

Parlamento. Molti gli interventi che attendono il via libera nell’ultima porzione della legislatura Il Ddl sugli sfratti è ancora alle battute preliminari mentre la legge delega sull’edilizia è in ritardo

Sanatorie e condoni, agevolazioni per le riqualificazioni e regole più semplici per gli sfratti. Con la legislatura avviata verso il rettilineo finale, il Parlamento deve fare i conti con un lungo elenco di dossier sulla casa. La legge delega sull’edilizia, il Testo unico sulla rigenerazione urbana, il disegno di legge sugli sfratti: alcuni sono in discussione da qualche mese, altri si trascinano da anni. Tutti, però, hanno lo stesso problema: il tempo per approvarli e renderli operativi è pochissimo. Procede invece più spedita l’attuazione del Piano casa del Governo, sotto la regia del ministro Salvini, che il prossimo mese dovrebbe tenere a battesimo l’avviso pubblico sulle case popolari (si veda il Sole24Ore del 18 agosto).

Rigenerazione al palo

La legge sulla rigenerazione urbana ha avuto la gestazione più lunga in assoluto: è stata incardinata al Senato ad aprile del 2024. La proposta contiene, soprattutto, incentivi per le operazioni di riqualificazione e un maxi fondo pluriennale, da oltre tre miliardi di euro, che avrebbe dovuto rappresentare una leva per il lavoro di rammendo del nostro territorio, messo in campo proprio tramite il Piano nazionale per la rigenerazione. Con il passare dei giorni, però, per il Ddl le chance di arrivare al traguardo entro la fine della legislatura si assottigliano. L’ultimo passaggio in commissione Ambiente a Palazzo Madama risale addirittura a febbraio scorso. Ma bisogna tornare indietro addirittura a settembre 2025 per trovare avanzamenti di rilievo: l’adozione di un nuovo testo base, preparato dal relatore Roberto Rosso (Forza Italia) per mettere insieme le proposte delle diverse forze politiche. La proposta dovrebbe servire anche a dare un quadro di regole certe per evitare il ripetersi di casi come quello della crisi dell’urbanistica a Milano. Nonostante questo, però, l’impasse attuale è evidente: dopo la presentazione degli emendamenti, i lavori si sono fermati. Evidentemente, a causa delle molte misure di spesa inserite nel testo. Misure che, con le attuali criticità sul fronte dei conti pubblici, sembrano diventate difficilmente sostenibili. Nel pacchetto, all’articolo 12, ci sono ad esempio anche incentivi economici e fiscali, per spingere la rigenerazione: sconti su Imu e Tari, sulle imposte di registro, ipotecarie e catastali, oltre che sugli oneri di urbanizzazione.

Fermo il Testo unico edilizia

Il Ddl delega di riforma dell’edilizia si gioca, invece, alla ripresa dei lavori parlamentari le sue possibilità di andare in meta. Finora il testo ha accumulato un discreto ritardo rispetto alle attese. Approvato in Cdm a dicembre del 2025, il Ddl è arrivato alla Camera a febbraio del 2026. Dopo una fase di audizioni, a maggio sono arrivati 372 emendamenti. Da allora, a livello parlamentare non ci sono stati avanzamenti formali: le votazioni sulle modifiche erano attese entro la pausa estiva, ma non sono nemmeno partite. Insomma, la chiusura della prima lettura richiede ancora tempo.

Ora l’obiettivo del quale si parla, a livello informale, è andare in Aula entro ottobre. Anche perché la legge di Bilancio 2027 dovrebbe partire proprio da Montecitorio. E, quindi, con l’avvio dei lavori sulla manovra diventerebbe poi probabile un rinvio del testo al 2027. Trattandosi di una legge delega, poi, bisognerà aspettare anche i decreti delegati, sui quali il ministero delle Infrastrutture dovrebbe dare un’accelerazione dopo la prima lettura. I tempi, insomma, sono strettissimi. E mettono in discussione novità molto attese dai professionisti e dai cittadini. Nel Ddl, ad esempio, c’è il riordino di tutte le procedure edilizie; c’è la norma che prevede «procedure semplificate per la regolarizzazione degli abusi realizzati prima» del 1967; e viene prevista «l’individuazione di termini e modalità di definizione delle procedure» per chiudere le migliaia di pratiche giacenti sui tre condoni del 1985, del 1994 e del 2003.

Ddl sfratti al ralenti

Infine, c’è il Ddl sfratti, incardinato presso la commissione Giustizia del Senato. Il testo è stato presentato In Cdm insieme al Piano casa; a fine luglio è stato deliberato un ciclo di audizioni, che dovrà essere avviato nelle prossime sedute, alla ripresa dei lavori. L’obiettivo è rendere più rapida ed efficace la restituzione degli immobili, accelerando le procedure esecutive e imprimendo una forte stretta sulle occupazioni senza titolo. Anche in questo caso, bisognerà correre per completare i due passaggi parlamentari entro la fine della legislatura. «Speriamo che si vada spediti, non vediamo ostacoli all’approvazione», commenta il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa.