L’allarme dell’Ue. Salvini: le banche finanzino gli sconti sui carburanti, no ad aiuti basati sul reddito
Il conto della dipendenza energetica è di 50 miliardi di euro. A tanto ammontano gli extra-costi a carico dei Paesi dell’Unione europea per le importazioni di gas, petrolio e carburanti dall’inizio della guerra fra Stati Uniti e Iran. E «senza ricevere una molecola in più», ha sottolineato ieri la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
L’Ue dipende infatti per oltre metà dei suoi consumi energetici dalle forniture dall’estero, Stati Uniti in testa (circa 21% dell’import). Ed è quindi molto esposta alle fluttuazioni dei prezzi delle fonti fossili. «L’energia oggi è il principale ostacolo alla nostra competitività e indipendenza — ha detto von der Leyen — i prezzi in Europa sono ancora due o tre volte superiori a quelli degli Stati Uniti o della Cina». Per abbatterli «dobbiamo produrre la nostra energia a basse emissioni di carbonio in Europa».
Nell’immediato, però, l’urgenza per i governi è calmierare i prezzi di benzina e diesel che in Italia hanno raggiunto rispettivamente i 2,016 euro e i 2,134 euro al litro sulle strade e i 2,096 e i 2,210 euro al litro sulle autostrade. Secondo le stime del Codacons, durante il prossimo weekend di controesodo estivo il rincaro dei carburanti costerà 429 milioni in più agli automobilisti rispetto all’anno scorso.
Il conto avrebbe potuto esser persino più salato se il governo non avesse prorogato sino al 5 settembre lo sconto di 17 centesimi sul gasolio attraverso un taglio delle accise. L’intervento è stato finanziato con un «anticipo» di 130 milioni sulle tasse a carico dei grandi gruppi energetici italiani che hanno deliberato un acconto sulle cedole. Ossia, di fatto — per ora — Eni (e non Enel), il cui titolo in Borsa (-1,4%) ha sofferto al pari di quelli delle altre imprese energetiche dopo che il Qatar ha avviato dialoghi con l’Iran sullo stretto di Hormuz.
Il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha rivendicato la misura che ha evitato «la scorciatoia statalista del prelievo sugli “extraprofitti” delle imprese energetiche». Il problema rischia però di ripresentarsi fra poco più di una settimana. Il governo potrebbe approvare una nuova piccola proroga dello sconto con le accise mobili per poi passare a interventi mirati a sostegno dei ceti più deboli e le categorie più esposte ai rincari. «Una possibilità sono i buoni benzina del datore di lavoro» esentasse per i dipendenti e deducibili al 100% per le imprese, ha anticipato il responsabile economico di Fratelli d’Italia, Marco Osnato. Altra opzione sul tavolo è un rimborso carburanti sulla social card di coloro che hanno un Isee fino a 15mila euro.
Gli interventi mirati non convincono però la Lega. «Non possono basarsi più solo sull’Isee», ha detto Matteo Salvini intervenendo alla manifestazione La Piazza di Affari italiani a Ceglie Messapica. «Avere una casa di proprietà non può essere una condanna a morte — ha aggiunto — lascio immaginare a voi chi sono questi cittadini che hanno un Isee sotto i 20 mila e tanti figli: gli italiani sono pochissimi». Salvini ha poi riaperto il dibattito sugli extraprofitti. «Io parto dai numeri. Cinque banche in Italia hanno fatto 47 miliardi e mezzo di utili, una parte dei quali arriva dalle commissioni imposte ai cittadini e sono garantiti dallo Stato. Sono le stesse banche che hanno chiuso 11 mila sportelli e lasciato a casa 5.621 dipendenti in 6 mesi». Salvini ha poi parlato anche di un «contributo da chiedere ad aziende energetiche e petrolifere». La staffilata a Tajani, pur non nominato dal vicepremier leghista, è diretta: «Non si tratta di comportarsi come l’Urss o di far venire l’orticaria a qualcuno. La nostra proposta si poggia su dati. Io preferisco chiedere un sacrificio a 5 banchieri che a 50 milioni di italiani. Chi si oppone non può risponderci “perché no”, deve argomentare».