30.07.2026

Eni, utile netto adj +43%

  • Italia Oggi

Nel primo semestre dell’anno Eni ha realizzato un utile netto adjusted di 3,635 miliardi di euro, in crescita del 43% rispetto al primo semestre 2025. In particolare, nel secondo trimestre l’utile adjusted si è attestato a 2,333 miliardi, con un aumento del 106%.

Per il 2026 il programma di buyback di Eni viene portato a 3,4 miliardi di euro, in aumento 20% rispetto alla precedente previsione del primo trimestre di 2,8 miliardi, in linea con la politica di distribuzione agli azionisti del 60% dei maggiori risultati rispetto al budget, che prevedeva un cash flow di 11,5 miliardi sotto forma di incremento di buyback, fino a un prezzo del Brent pari a 90 dollari al barile. Inoltre, spiega la società, «alla luce dello scenario di raffinazione significativamente aggiornato, a condizione che tale livello si mantenga al di sopra del 50% del margine di raffinazione di riferimento, nel mese di ottobre si deciderà sull’attivazione del dividendo straordinario, in linea con la politica di remunerazione comunicata al mercato».

«La determinazione nell’esecuzione della nostra strategia ci ha consentito di conseguire risultati eccellenti nel secondo trimestre del 2026, sostenuti dal nostro portafoglio di attività diversificate che ci offre un’ampia serie di opzioni strategiche e una prospettiva di crescita profittevole nei diversi business del nostro mix energetico», ha affermato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, precisando che «questi risultati derivano dall’efficacia della gestione industriale e finanziaria e crescono in modo nettamente maggiore rispetto allo scenario dei prezzi delle commodity di riferimento. I risultati del semestre dimostrano che, anno dopo anno, stiamo costruendo una società sempre più solida, grazie alla qualità del nostro portafoglio geograficamente diversificato e basato su asset competitivi, sulle nostre competenze distintive nell’esplorazione, su una crescente esposizione ai business legati alla transizione energetica, e con opportunità di valorizzazione anticipata degli asset. Questi fattori supporteranno una generazione di cassa ricorrente nel lungo periodo, che ci permetterà di continuare ad assicurare agli azionisti una remunerazione significativa con un’importante condivisione dei benefici derivanti dagli scenari di mercato più favorevoli, mantenendo al contempo una struttura patrimoniale estremamente robusta», ha concluso.

Nel secondo trimestre dell’anno la produzione di idrocarburi di Eni si è attestata a 1,79 milioni di boe/giorno, con un aumento del 7% rispetto al secondo trimestre 2025 (1,79 mln di boe/giorno nel primo semestre, +8% rispetto al semestre 2025) a seguito dell’entrata a regime di giacimenti in Norvegia, Congo e Messico, di avvii in Angola e di un maggiore contributo di Indonesia/Malesia con l’avvio della nuova jv Searah. Nel trimestre la crescita su base omogenea e al netto dell’effetto prezzo è stata dell’11% rispetto al trimestre dello scorso anno. Per l’esercizio 2026 la previsione relativa alla produzione oil&gas su base omogenea è stata rivista al rialzo a circa il 5%, rispetto al precedente intervallo obiettivo del 3-4%.Per il 2026 Eni prevede un Ebit proforma adjusted di Ggp (Global Gas & Lng Portfolio) in rialzo a oltre 1,4 miliardi di euro, in crescita del 40% rispetto alla previsione iniziale. L’Ebitda proforma adjusted di Enilive è rivisto al rialzo a 1,3 miliardi (da 1,1 miliardi) allo scenario attuale e il dato per Plenitude è confermato a 1,3 miliardi.