01.07.2026 Icon

Sinistri CARD “naturali”: il forfait resta un indicatore decisivo nelle dinamiche liquidative

Le evidenze IVASS sui sinistri gestiti in risarcimento diretto confermano il peso del modello CARD nella formazione dei costi e nella gestione tecnica del portafoglio r.c. auto

La Relazione annuale IVASS sull’attività svolta nel 2025 dedica un focus specifico ai sinistri CARD “naturali”, offrendo una lettura utile non solo sul piano statistico, ma anche sotto il profilo tecnico-gestionale e regolamentare. Il tema si inserisce in un contesto nel quale il sistema di risarcimento diretto continua a rappresentare uno snodo centrale della r.c. auto: secondo IVASS, nel 2025 la procedura CARD ha riguardato l’82% dei sinistri accaduti, corrispondenti al 48% degli importi liquidati.

La categoria dei sinistri “naturali” assume rilievo perché identifica le ipotesi in cui impresa gestionaria e impresa debitrice coincidono. In tali casi, diversamente da quanto accade nei sinistri CARD ordinari, non opera il meccanismo del forfait: l’onere risarcitorio rimane integralmente in capo alla stessa compagnia che provvede alla liquidazione. Proprio questa peculiarità consente di osservare, in modo più netto, le possibili differenze tra gestione del sinistro, incentivo economico e costo finale.

Il perimetro dell’analisi: meno sinistri naturali, ma ancora rilevanti

Nel triennio 2022-2024 le imprese operanti in Italia hanno gestito, nell’ambito della Convenzione CARD, 4,63 milioni di sinistri, per un valore complessivo di circa 10 miliardi di euro. I sinistri naturali hanno rappresentato il 10,7% dei casi trattati.

Il dato, tuttavia, mostra una progressiva riduzione: l’incidenza è passata dall’11,7% del 2022 al 10,6% del 2023, fino al 9,8% del 2024. La dinamica segnala un arretramento quantitativo della fattispecie, ma non ne riduce l’interesse sistemico. Anche una quota inferiore al 10% del totale, infatti, può assumere rilievo significativo se collegata a differenze di costo, concentrazione tra operatori e variabilità delle prassi liquidative.

Quanto alla tipologia di veicoli, l’analisi conferma la netta prevalenza degli autoveicoli: le quattro ruote rappresentano il 93,9% dei sinistri CARD osservati. Non emergono, invece, differenze statisticamente significative nell’incidenza dei sinistri naturali tra veicoli a quattro ruote e veicoli a due ruote.

Il confronto con i sinistri soggetti a forfait

Il profilo più interessante riguarda il costo medio. IVASS confronta i sinistri naturali con quelli non naturali, ossia con i sinistri nei quali la compagnia gestionaria liquida il danno e riceve poi il forfait dall’impresa debitrice. L’analisi riguarda i sinistri integralmente liquidati e depura il campione dagli importi estremi, conservando comunque una base osservata pari al 94% dei sinistri CARD.

Il risultato non è univoco, ma varia in modo significativo in funzione del grado di responsabilità.

Nei sinistri con responsabilità al 100% dell’assicurato dell’impresa gestionaria, il costo medio dei sinistri naturali risulta inferiore del 6,3% rispetto ai sinistri non naturali. Il dato è sostanzialmente coerente tra autoveicoli e motoveicoli: -6,0% per le quattro ruote e -7,0% per le due ruote.

La situazione si ribalta nei casi di responsabilità concorsuale al 50%. In tali ipotesi, il costo medio dei sinistri naturali è superiore del 10,1% rispetto ai sinistri non naturali, con una differenza pari al 9,1% per le quattro ruote e al 18,6% per le due ruote.

Il dato è rilevante perché conferma che il forfait non rappresenta soltanto una tecnica di regolazione dei rapporti economici tra imprese, ma può incidere anche sugli equilibri liquidativi. Quando il forfait non opera, la struttura degli incentivi economici muta e la dinamica di costo può assumere andamenti differenti, anche in ragione della responsabilità attribuita.

Concentrazione del fenomeno e dimensione degli operatori

L’analisi IVASS evidenzia inoltre una forte concentrazione dei sinistri naturali presso le imprese di maggiori dimensioni. Le prime 20 compagnie gestiscono l’81,5% dei sinistri CARD complessivi relativi alle quattro ruote, ma ben il 95% dei sinistri naturali. Per le due ruote, le percentuali sono rispettivamente pari all’82,4% e al 93,2%.

La concentrazione appare quindi più marcata per i sinistri naturali rispetto alla generalità dei sinistri CARD. Ciò può dipendere dalla composizione dei portafogli, dalla maggiore probabilità che assicurato responsabile e danneggiato siano clienti della stessa impresa nei portafogli più ampi, nonché da modelli organizzativi più strutturati nella gestione dei sinistri.

Per le compagnie, il dato suggerisce l’opportunità di presidiare il fenomeno non solo sotto il profilo attuariale, ma anche sotto quello operativo: classificazione corretta del sinistro, coerenza delle policy liquidative, monitoraggio dei differenziali di costo e verifica della qualità dei dati trasmessi.

Differenze tra imprese e possibili profili di vigilanza

Un ulteriore elemento di interesse riguarda la variabilità tra operatori. Tra le compagnie con almeno 100 sinistri naturali, i differenziali di costo medio rispetto ai sinistri non naturali oscillano, per le quattro ruote, tra -27,4% e +14,5%, con una media pari a -6,1%. Per le due ruote, la forbice va da -23,1% a +30,4%, con una media pari a -7,1%.

La maggior parte delle imprese mostra costi medi dei sinistri naturali inferiori rispetto ai sinistri non naturali, ma la dispersione è significativa. Tale eterogeneità può riflettere differenze nella composizione del portafoglio, nel mix territoriale, nella frequenza di sinistri con lesioni, nelle politiche liquidative, nei sistemi antifrode e nella gestione delle riserve.

In una prospettiva di vigilanza, la variabilità dei risultati può costituire un indicatore da monitorare. Non necessariamente essa segnala criticità, ma può evidenziare aree nelle quali approfondire la coerenza dei processi liquidativi, la qualità del dato e l’allineamento tra criteri tecnici, incentivi economici e tutela del danneggiato.

Una lettura giuridico-assicurativa

Dal punto di vista delle imprese, le evidenze IVASS confermano che il sistema CARD rimane un’infrastruttura essenziale della r.c. auto, ma anche un ambito nel quale la regolazione economica tra compagnie incide sulle prassi gestionali. La distinzione tra sinistri naturali e non naturali non è quindi meramente classificatoria: essa può incidere sul costo medio, sulla misurazione della performance liquidativa e sulla valutazione dell’efficienza del portafoglio.

Per gli operatori assicurativi, il tema suggerisce almeno tre linee di attenzione.

La prima riguarda il controllo interno dei processi: la gestione dei sinistri naturali dovrebbe essere monitorata con indicatori autonomi, distinti da quelli relativi ai sinistri soggetti a forfait.

La seconda riguarda la governance tecnica: i differenziali di costo dovrebbero essere letti in raccordo con riservazione, liquidazione, antifrode e qualità dei dati.

La terza riguarda il rapporto con la vigilanza: la forte dispersione tra imprese e la concentrazione del fenomeno presso gli operatori maggiori rendono prevedibile un crescente interesse per analisi comparative e verifiche di coerenza gestionale.

In conclusione, il focus IVASS sui sinistri CARD naturali mostra come, anche in un sistema maturo quale il risarcimento diretto, persistano aree di differenziazione tecnica rilevanti. Il forfait continua a svolgere una funzione centrale negli equilibri del sistema; la sua assenza, nei sinistri naturali, consente di leggere con maggiore precisione il rapporto tra incentivo economico, responsabilità e costo liquidativo.

Autore Luciana Cipolla

Partner

Milano

l.cipolla@lascalaw.com

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