Centinaia di persone sono in attesa di entrare al Fort Mason Center, affacciato sulla Baia di San Francisco, con il Golden Gate a sinistra e l’isola di Alcatraz davanti. Perché sul palco c’è Satya Nadella, il ceo di Microsoft, che dialoga con il numero uno di Nvidia, Jensen Huang, in collegamento da Taipei. Huang è l’ospite a sorpresa di Build, l’evento annuale con cui Microsoft illustra le novità agli sviluppatori. L’impressionante passo avanti compiuto dagli agenti AI è il tema che attraversa tutta la conferenza. Non più chatbot che rispondono a domande, ma software capaci di svolgere attività, utilizzare strumenti, consultare dati aziendali e portare avanti compiti complessi in autonomia. «Stiamo compiendo un viaggio incredibile, sono miracoli di ingegneria», dice Nadella.
Il dialogo con Huang è il momento che meglio sintetizza la direzione presa dall’industria. I due parlano con l’entusiamo dei partner di una lunga avventura tecnologica, anche se guidano aziende che insieme valgono quasi 9 mila miliardi di dollari in Borsa. Nadella parla del concetto di «intelligenza personale», cioè modelli AI che non vivono soltanto nel cloud ma possono essere eseguiti direttamente sul PC dell’utente. «Stiamo passando dal personal computer al personal AI», risponde il fondatore di Nvidia. Per decenni il pc è stato uno strumento utilizzato dalle persone, ora può diventare un collaboratore digitale in grado di assisterci nelle attività quotidiane. Da questa visione nasce uno degli annunci più significativi della giornata: nuove workstation basate sulla tecnologia Nvidia, capaci di eseguire localmente modelli di AI che fino a poco tempo fa richiedevano grandi infrastrutture cloud. Huang le definisce «un data center sulla scrivania». La macchina presentata da Microsoft offre fino a un petaflop di potenza AI e può eseguire modelli con oltre 100 miliardi di parametri senza ricorrere a server remoti. «È la macchina dei sogni» per Nadella.
La seconda novità riguarda la costruzione degli agenti. Microsoft ha presentato una piattaforma che permette di collegare questi sistemi a dati aziendali, mail, documenti, informazioni aggiornate provenienti dal web. L’obiettivo è consentire alle aziende di creare assistenti specializzati che conoscano il contesto in cui operano. Tra gli strumenti annunciati c’è Scout, agente capace di preparare riunioni, organizzare attività e gestire automaticamente alcune incombenze quotidiane. Microsoft ha inoltre mostrato sistemi che consentono agli agenti di operare in ambienti isolati e controllati all’interno di Windows, una misura pensata per limitare i rischi legati a software sempre più autonomi. Una parte importante della conferenza è stata dedicata a Microsoft Discovery, una piattaforma che combina AI, supercalcolo e simulazioni per accelerare la ricerca scientifica. Secondo l’azienda viene già utilizzata per progetti che riguardano nuovi materiali, semiconduttori e sviluppo di farmaci. L’idea è ridurre drasticamente il tempo necessario per formulare ipotesi, testarle e ottenere risultati. Sul palco anche il progetto quantistico Majorana 2. Microsoft sostiene di aver aumentato di mille volte l’affidabilità dei qubit rispetto alla generazione precedente e di puntare a una macchina quantistica scalabile entro il 2029.
Più che una sfilata di prodotti, Build 2026 è stata la presentazione di una strategia: portare gli agenti AI ovunque, dal pc al cloud, dalle aziende ai laboratori di ricerca. Quando il pubblico esce, Alcatraz domina l’orizzonte. Ma l’idea è che la prossima ondata dell’AI stia per evadere dai data center e trovare posto sulle scrivanie di tutti.