14.05.2026

Un tfr anche per i professionisti

  • Italia Oggi

Un tavolo al ministero del Lavoro a giugno per discutere di un «ventaglio» di istanze che vanno dalla (atavica) richiesta di riduzione della tassazione sui rendimenti finanziari – dal 26% al 20% – alla (inedita) proposta di introdurre un «trattamento di fine attività professionale, attraverso un rafforzamento della flessibilità del contributo integrativo con l’innalzamento del «tetto» dal 5% al 6%», affinché il professionista che va in pensione possa optare per «la liquidazione in un’unica soluzione di parte del montante maturato». Oppure, per «la sua trasformazione in maggiore rendita». È la promessa incassata ieri dagli Enti previdenziali privati di cosiddetta «giovane generazione» che hanno celebrato a Roma il trentennale del decreto legislativo 103/1995 che ne permise la nascita, ricevendo dalla titolare del dicastero Marina Calderone il riconoscimento degli sforzi compiuti in termini di sostenibilità dei conti e di capacità di distribuzione di misure di welfare alle platee. In un videomessaggio inviato all’assise, il ministro ha affermato che l’idea del trattamento di fine attività professionale ventilata dal comparto «ha un fine che condivido», ossia quello di «rafforzare l’adeguatezza» dei trattamenti corrisposti e, allo stesso tempo», prevedere «un sostegno alla fase di transizione» fra l’esercizio della professione e l’andata in quiescenza; la «soluzione tecnica che avete avanzato richiederà certamente degli approfondimenti», ha premesso Calderone. Però, ha subito aggiunto, il suo obiettivo «si inserisce pienamente fra le priorità del governo».

I presidenti delle sette Casse di previdenza sorte col sistema di calcolo della prestazione puramente contributivo, Tiziana Stallone (Enpab, biologi), Giorgio Piazza (Enpaia, per ciò che concerne le gestioni separate di periti agrari e agrotecnici), Federico Conte (Enpap, psicologi), Luigi Baldini (Enpapi, infermieri), Carlo Cassaniti (Epap, dottori agronomi e forestali, fisici, chimici, geologi e attuari), Paolo Bernasconi (Eppi, periti industriali) e Roberto Ginex (Inpgi, giornalisti autonomi), hanno evidenziato, alla presenza dei numeri uno dell’Adepp (l’associazione degli Enti) Alberto Oliveti e dell’Emapi (Ente di mutua assistenza per i professionisti) Nunzio Luciano, le loro cifre: nel complesso vantano oltre 221.000 iscritti, circa 24.000 pensionati e un patrimonio superiore agli 11 miliardi. E, nell’arco del trentennio, hanno indirizzato un miliardo all’incremento dei montanti contributivi individuali degli associati mediante la ripartizione di quote del versamento integrativo per circa 588 milioni e il riconoscimento di ulteriori rivalutazioni per oltre 375.

Infine, sarebbe vicina alla conclusione la vicenda della (probabile) immissione dei circa 2.000 tecnologi alimentari, unica categoria ordinistica iscritta alla gestione separata dell’Inps e fuori dalle «maglie» del decreto legislativo 103, nella platea dell’Enpaia: a rivelarlo Piazza, parlando dell’interlocuzione col ministero del Lavoro (la storia è stata raccontata su ItaliaOggi del 7 febbraio 2024).