06.05.2026

Presidenti Consob e Antitrust avanzano Freni e Valentino

  • La Repubblica

Alla ricerca della fumata bianca. Dopo tre mesi e mezzo di discussioni, veti e rinvii, il governo prova a chiudere la partita per la presidenza della Consob. Al vertice mattutino tra Giorgia Meloni e i suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini si riparte dal nome del sottosegretario leghista all’Economia Federico Freni.
Al Consiglio dei ministri del 20 gennaio, quando il titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti presentò la sua candidatura, fu il leader di FI Antonio Tajani a fermare la nomina al grido di “mai un politico” alla guida dell’Autorità per la vigilanza dei mercati finanziari. Ora le carte sul tavolo si sono rimescolate. A poche ore dalla riunione a palazzo Chigi, infatti, gli azzurri si dicono pronti a dare il via libera a Freni, incrociando così le volontà di Salvini, che ai suoi fedelissimi ha anticipato il desiderio di insistere sul vice di Giorgetti a via XX settembre. Ma Forza Italia non vuole restare a bocca asciutta. Ecco perché l’ok a Freni sarebbe vincolato all’ottenimento di un’altra casella. Riguarda sempre un’Authority, quella per la concorrenza e il mercato. Il mandato settennale del presidente dell’Agcm, Roberto Rustichelli, è scaduto ieri. Da oggi le deleghe passano a Elisabetta Iossa, la consigliera con maggiore anzianità. Ma come auspicato la settimana scorsa dalla premier, anche il rebus dei vertici dell’Antitrust va verso una soluzione. Proprio per venire incontro alla richiesta dei forzisti, Meloni sarebbe pronta a prendere in considerazione lo schema degli alleati. La nomina spetta ai presidenti di Camera e Senato, ma l’indicazione, seppure informale, arriverà proprio da palazzo Chigi a valle
dell’intesa raggiunta. In pole c’è Saverio Valentino, componente dell’Agcm. La sua promozione
a presidente, voluta da FI e sostenuta da Fratelli d’Italia, implicherebbe però la nomina di un
altro consigliere. Solo così, infatti, l’Authority manterrebbe l’assetto a tre consiglieri. Ecco

perché alla vigilia del vertice dentro la maggioranza tira aria di prudenza. Lo schema c’è, i
nomi pure. Ma l’ultima parola spetterà alla presidente del Consiglio. Toccherà a lei stabilire se
l’intesa tra gli alleati sarà solida al punto da arrivare, senza scossoni, al Consiglio dei ministri
che in caso di fumata bianca si terrebbe domani per avviare la procedura di nomina del nuovo
presidente della Consob.