Corrono i titoli sul tavolo del risiko bancario. Il giorno dopo l’annuncio dell’offerta pubblica di scambio di Mediobanca su Banca Generali gli investitori hanno preso posizione con punti di vista diversi sui tre titoli coinvolti nell’operazione. Mediobanca è in cima alla lista con un +5,27% a 18,34 euro, ai massimi, mentre la «preda» Banca Generali ha chiuso in rialzo dell’1,8%. C’è movimento in Borsa con i fondi arbitraggisti che incrociano le chance dell’ops di Mediobanca su Banca Generali (+1,75%) con quella del Monte dei Paschi (+3,77%) sulla stessa Piazzetta Cuccia.
Lo schema dell’operazione ideata dal ceo Alberto Nagel prevede l’offerta di 1,7 azioni Generali per ogni titolo di Banca Generali, per un corrispettivo, rispetto ai valori di Borsa di venerdì, di 54,17 euro ad azione, con un premio dell’11,4% sui prezzi pre-annuncio. Se l’offerta andasse in porto nascerebbe un gruppo con 210 miliardi di attivi finanziari totali, 4,4 miliardi di ricavi e 1,8 miliardi di profitti. E, ha detto Nagel, la nuova Mediobanca potrebbe allinearsi alle valutazioni di banche, come le svizzere Ubs e Julius Baer, che traggono oltre il 50% degli utili dalla gestione di grandi patrimoni.
I desk operativi italiani delle investment bank ieri hanno ricevuto chiamate da grandi investitori Usa che hanno chiesto incontri con i vertici di Mediobanca per capire a fondo l’operazione prima dell’assemblea del 16 giugno — che sarà chiamata ad approvare l’operazione — in modo da potersi posizionare. Gli analisti hanno in generale apprezzato il senso industriale dell’operazione che rafforza Mediobanca nel wealth management e la libera dopo circa 70 anni dall’intreccio con Generali (+1,61% ieri), avvicinando Piazzetta Cuccia al modello dei grandi asset manager. E hanno preso a ragionare sulle conseguenze della mossa di Mediobanca sulla contestuale scalata di Monte dei Paschi su Piazzetta Cuccia. L’offerta per Banca Generali «rafforza la logica strategica» dell’ops di Mps su Mediobanca «creando potenzialmente una forte entità combinata con un brand e sinergie rafforzate», sostiene Deutsche Bank. Barclays non esclude invece che la mossa «possa bloccare l’operazione» o comunque, aumentando il valore di Mediobanca, «rendere l’acquisizione più costosa». Simile la lettura di Imi, secondo cui l’offerta di Mediobanca, oltre ad avere «una solida base strategica, rafforza la sua strategia difensiva». Lo sconto dell’ops di Mps su Mediobanca è salito ieri al 4,5%.
L’offerta di scambio su Banca Generali dovrà ottenere nell’assise del 16 giugno l’ok del 50% + 1 dei soci. Dovrà poi incontrare il favore degli azionisti dell’istituto guidato da Gian Maria Mossa, anzitutto di Generali, che ne detiene il controllo con il 50,2%. Al Leone di Trieste Mediobanca propone un’intesa per la distribuzione dei suoi prodotti assicurativi e, probabilmente, finanziari e, come corrispettivo finanziario, oltre il 6,5% del suo capitale.
Nel caso,Generali non potrà disporre liberamente di questo capitale perché l’ops di Mediobanca prevede come condizione un vincolo per il Leone a non cedere sul mercato per 12 mesi le azioni ricevute in pagamento. L’obiettivo è evitare che un eccesso di vendite deprima il valore del titolo della compagnia triestina. Generali potrà però utilizzare il pacchetto per altri scopi. Per realizzare acquisizioni, aumentare la remunerazione dei soci o favorire l’ingresso o la crescita di azionisti nel capitale, cedendo in blocco il 6,5% a uno o più soggetti, cosa che non ricadrebbe nel limite imposto da Mediobanca.
24.02.2026