Il Monte dei Paschi accende i motori. Ieri l’istituto guidato dal ceo Luigi Lovaglio ha depositato in Consob i documenti di offerta delle due Ops su Banco Bpm e Banca Generali. Ora si apre la fase istruttoria dell’Autorità di vigilanza presieduta da Guido Stazi che dovrà analizzare le due offerte. Siena entra quindi nel vivo del percorso autorizzativo che toccherà anche Antitrust e Ivass in materia di eventuali sovrapposizioni sia sul fronte della rete di sportelli sia su quello del settore insurance di Banco Bpm. Poi, fondamentale sarà il via libera Bce.
In vista dell’assemblea straordinaria del Monte che il 29 ottobre dovrà esprimersi sulle due offerte saranno importanti le opinioni dei proxy advisor che forniranno le loro indicazioni di voto alla platea dei fondi e degli investitori istituzionali che rappresentano circa il 60% del capitale di Mps: da Blackrock (4,99%) a Vanguard (2,6%) a Norges (3,6%) con pozioni forti nel capitale di Intesa Sanpaolo.
Una volta arrivato il nulla osta al documento di offerta di Intesa Sanpaolo il cda dovrà esprimersi ufficialmente in merito all’Opas della Ca’ de Sass sulla quale il Monte aveva già messo in evidenza una serie di criticità con osservazioni su corrispettivo, rischio spezzatino e Antitrust.
Nel frattempo il ceo Lovaglio incontrerà gli investitori nel quadro di appuntamenti istituzionali già fissati. Il 23 settembre parteciperà a un evento di BofA dedicato ai ceo finanziari, a seguire a una conferenza di Barclays. Per Mps si apre un percorso lungo. Lovaglio è al lavoro per cercare di costruire il consenso necessario a far passare le delibere in assemblea, dove serve il sostegno dei due terzi dei voti per superare le restrizioni della passivity rule.
Se i soci daranno il via libera, le due offerte del Monte potrebbero partire entro la prima metà di dicembre e concludersi tra gennaio e febbraio. Sarà determinante il sostegno del gruppo Generali che possiede il 51% di Banca Generali, che valuterà post assemblea se aderire all’Ops e con quali accordi industriali. La compagnia tornerà a riunire il cda a fine mese, è invece arrivata la disponibilità a valutare un’offerta «che prospetta una più ampia collaborazione industriale» in campo bancassicurativo. Per l’esito dell’Ops su Banco Bpm sarà necessario invece un’intesa con il Crédit Agricole socio con il 29,3% di Piazza Meda che aveva fatto sapere di essere favorevole a una fusione tra il Banco e le proprie attività italiane.