Il gruppo Mediocredito centrale ha archiviato i nove mesi con un utile consolidato di 67 milioni di euro da 67,5 mln di settembre 2025. La capogruppo Mcc ha conseguito profitti per 28,5 milioni (23,9 mln), BdM banca per 29,4 milioni (26,7 mln) e Cassa di risparmio di Orvieto per 6,8 milioni (8,9 mln). Artigiancassa, che prosegue la fase di startup, ha registrato una perdita di 1,9 milioni.
Gli impieghi netti alla clientela del gruppo guidato dall’a.d. Ferruccio Ferranti sono aumentati del 6,3% a 11,6 miliardi. In crescita anche le erogazioni a famiglie e imprese (+5,6% a 2 miliardi) e la raccolta diretta (+5,4% a 11,8 miliardi), così come quella istituzionale in titoli (+56,3% a 2,4 miliardi). In parallelo l’Npe ratio lordo è sceso al 3,5% dal 3,7% di fine 2025 e la voce netta è calata dal 2,2% al 2,1%. In miglioramento anche il costo del rischio,allo 0,47% contro lo 0,97% di settembre 2025. Il margine di interesse di 238 milioni si confronta con i 245,8 mln precedenti. Le commissioni sono diminuite da 154,7 a 152,8 milioni e il margine di intermediazione è calato da 436,2 a 395,4 milioni.
Le imposte hanno presentato un valore positivo per 13,1 milioni (erano negative per 15,3 mln a settembre 2025) per effetto dell’iscrizione, da parte di BdM banca, di Dta (attività per imposte anticipate) non qualificate per 57,1 milioni e del rigiro di Dta per 19,35 milioni. Sul versante patrimoniale il Cet 1 si è posizionato al 15,14% (15,87% a fine 2025) e il Total capital al 16,25% dal precedente 16,96%.