Con la cultura prevalente in Italia, per la quale si è portati a credere che le catastrofi capitino sempre agli altri, occorre estendere l’obbligo di assicurazione contro i disastri naturali anche alle famiglie (per le imprese è già in vigore). Lo ha detto ieri il presidente di Unipol, Carlo Cimbri, al congresso della Uilca in corso a Venezia: «Serve un obbligo assicurativo, è una questione di equità sociale perché, quando succede la catastrofe naturale, i danni della ricostruzione li paga lo Stato, che si finanzia prevalentemente con le imposte sul reddito.
Quindi i lavoratori dipendenti e gli altri lavoratori che pagano le tasse pagano anche per chi non lo fa».
Cimbri ha poi espresso apprezzamento per la recente intesa, raggiunta con l’Ania (associazione di cui Unipol non fa parte), per il rinnovo del contratto del settore assicurativo: «Ne penso bene, in primo luogo per la velocità con cui l’intesa è stata raggiunta; viviamo in tempi sempre più veloci è utile adeguare i tempi di certe liturgie. Inoltre, dà una riposta significativa al problema del recupero del potere di acquisto». Sul rinnovo in corso del contratto bancario, invece, la piattaforma in fase di approvazione da parte delle assemblee prevede, tra l’altro, un aumento di 518 euro per il livello di riferimento e la riduzione di orario da 37,5 a 35 ore settimanali. «Si dà una riposta importante. Il mondo del credito oggi vive una stagione felice», ha commentato Cimbri. Secondo il segretario generale della Uilca, Fulvio
Furlan, la richiesta economica dei sindacati «è del tutto congrua» alla situazione di solidità e redditività del comparto del credito, che «è ulteriormente migliorata negli ultimi anni, dopo la firma del precedente contratto nazionale».
Sempre a proposito di banche, Cimbri si è sottratto in tutti i modi alle domande circa le mosse di Unipol e della partecipata Bper in un eventuale (e non così remoto) secondo tempo del risiko. «Leggo i giornali, ascolto le dichiarazioni degli autorevoli esponenti del mondo bancario e, come voi, cerco di capire che cosa succederà». Proprio il giorno prima, il numero uno di Bper, Gianni Franco Papa, si era detto concentrato sul consolidamento della Popolare
di Sondrio aggiungendo però «mai dire mai» (concetto che negli ultimi tempi ha ripetuto spesso). Commentando poi le dichiarazioni del numero uno di Mps, Luigi Lovaglio, secondo cui tutte le strade portano a Siena, Cimbri è apparso possibilista: «Ho grande stima di Lovaglio. Se lo ha detto, evidentemente sarà così».
Interpellato sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, Cimbri ha notato che «è un’onda che va cavalcata, tentare di fermarla è come volere fermare il mare». Per Furlan, l’utilizzo dell’IA deve passare da una regolazione «che consenta di evitare possibili utilizzi discriminatori, sotto ogni aspetto».
28.05.2026
Polizza disastri, Cimbri rilancia “Obbligo anche per le famiglie”
- La Repubblica