Via libera dal cda di Pirelli (con l’eccezione dei tre consiglieri di Sinochem) al piano di investimento da un miliardo di euro per l’allargamento dello stabilimento di Rome, in Georgia. Il progetto di espansione partirà l’anno prossimo e porterà la produzione dagli attuali 500 mila pneumatici — inclusi quelli a tecnologia connessa Cyber Tyre — a circa 6 milioni nel 2033, creando mille nuovi posti di lavoro. Lo sviluppo si articola in due fasi: la prima vedrà l’installazione di una produzione robotizzata con un progressivo aumento della capacità produttiva già dal 2028 e che arriverà a regime con 3 milioni di pezzi; la seconda con la realizzazione di una linea di assemblaggio tradizionale totalmente automatizzata e rivolta ai prodotti premium, in grado di aggiungere altri 3 milioni di copertoni.
La fabbrica di Rome sforna pneumatici alto di gamma per auto, veicoli leggeri e Suv di misure comprese tra i 19 e i 24 pollici.
Gli Stati Uniti rappresentano per Pirelli il 20% dei ricavi (nel 2025 il fatturato è stato di 6,7 miliardi), ma l’impianto di Rome riesce a soddisfare solo il 5% della domanda Usa, il restante 55% viene saturato dallo stabilimento messicano di Guanajuato e l’ulteriore 40% da quelli di Brasile ed Europa. Il board di Pirelli ha poi approvato un nuovo assetto organizzativo che prevede il superamento della direzione generale corporate.