27.04.2026

MPS: Lovaglio tira dritto nuovo CDA alla prova del piano

  • Il Corriere della Sera

Dopo l’inatteso esito dell’assemblea del 15 aprile, la prima riunione del consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena ha dimostrato quanto difficile sarà il cammino dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio nei prossimi mesi.

Le due principali liste sono profondamente divise e contrapposte. Non poteva essere diversamente, vista la dimensione della sconfitta della lista del cda uscente. I candidati di Plt hanno vinto con il 49,95% dei partecipanti al voto contro il 38,8%, percentuali che diventano il 32,4% e il 25% se si considera la totalità del capitale. Comunque sia, una vittoria netta per la lista di Pierluigi Tortora, che a quel punto poteva solo considerare coerentemente la propria posizione davanti al mercato e ai soci, soprattutto davanti all’assemblea, che continua a rimanere sovrana nel nostro ordinamento. Il voto di Delfin e del Banco Bpm, unitamente a quello dei fondi di BlackRock e di Norges hanno fatto la differenza. Per cui è assolutamente nella normalità delle cose che al vertice del Monte dei Paschi di Siena siano oggi il presidente Cesare Bisoni e l’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

Altre sono le considerazioni più attuali: il recepimento della Legge Capitali nello Statuto del Monte dei Paschi differisce, ad esempio, da quanto è accaduto alle Generali, dove lo spazio lasciato alle minoranze è proporzionalmente minore. E si segnala anche l’atteggiamento di Assogestioni, che non ha ricandidato Alessandra Giuseppina Barzaghi, lasciando spazio a Paola De Martini, che ha ripetutamente votato contro la lista che ha vinto in assemblea.Contrapposizioni

Con un simile muro contro muro, la prima riunione del nuovo consiglio di Mps non ha trovato il tempo per decidere la composizione di quattro comitati endoconsiliari: rischi, parti correlate, sostenibilità, digitalizzazione. Verranno definiti probabilmente nel corso di questa settimana, mentre sono stati assegnate le due vicepresidenze, una a Flavia Mazzarella (vicario), come previsto già una settimana fa su queste pagine, l’altra all’ex amministratore delegato di Banca Imi, Carlo Corradini, lui pure della lista Plt.

L’ex presidente Maione, che dopo la sconfitta in assemblea aveva ritirato la sua candidatura a presidente, è consigliere, così come i tre grossi nomi, inizialmente candidati come amministratori delegati, Corrado Passera, Carlo Vivaldi e Fabrizio Palermo. Su un tema c’è ampia concordanza di vedute: il livello del consiglio di amministrazione è certamente più elevato che in passato. Se si trovasse un modo per concordare sulle priorità da realizzare, il Monte dei Paschi potrebbe davvero beneficiarne. Difficile però che ciò accada. Anche perché tra i primissimi obiettivi di Lovaglio c’è la fusione di Mediobanca in Mps, che è stato il punto di rottura tra l’azionista Caltagirone e Lovaglio, all’inizio di quest’anno. Si annunciano settimane tempestose. Non mancheranno voci e piste più o meno false o verosimili: come successo la scorsa settimana quando il Financial Times online riferiva di una trattativa per la cessione della quota Mediobanca in Generali, necessaria ad avviare la fusione Mps-Banco Bpm. Una contraddizione in termini, all’epoca delle fusioni carta contro carta. E seccamente smentita da Siena.