07.04.2026

Mps, caccia ai voti La lista del consiglio sonda i grandi fondi

  • Il Corriere della Sera

A una settimana dall’assemblea per il rinnovo del consiglio, il board del Montepaschi ha convocato per oggi una riunione straordinaria, in cui all’ordine del giorno ci sarebbero adempimenti connessi all’appuntamento con i soci del 15 aprile. L’esame del consiglio dovrebbe riguardare in particolare la documentazione che va finalizzata prima dell’assemblea di mercoledì. Si farà anche un punto sui riscontri delle prime interlocuzioni tra i candidati della lista del cda uscente e gli investitori. Il consiglio di oggi dovrebbe affrontare anche questioni di tipo legale, su cui deve deliberare prima dello scioglimento.

Negli ultimi giorni si sono intanto intensificati gli incontri con gli investitori e la sollecitazione delle deleghe da parte delle due liste che si sfidano: quella del cda uscente e quella della Plt Holding. Nel road show con gli investitori la squadra della lista del cda uscente è costituita dal presidente Nicola Maione, che rappresenta la continuità nella gestione della banca, dal cfo Andrea Maffezzoni che ha seguito passo dopo passo il piano, e da Domenico Lombardi. Secondo fonti finanziarie, i primi feedback indicherebbero una valutazione positiva da parte degli investitori, sia italiani sia esteri. Ora anche Fabrizio Palermo, candidato ceo dalla lista del consiglio, avrà la possibilità di illustrare meglio le sue idee sul futuro del Monte. La scorsa settimana gli azionisti di Mps hanno già avuto le prime indicazioni sul voto dai proxy advisor Iss e Glass Lewis. Entrambe le società hanno raccomandato di votare per la lista del cda, differenziandosi però sulla presidenza: Iss ha suggerito discontinuità mentre Glass Lewis ha raccomandato la conferma dell’attuale numero uno Maione. Ieri Plt Holding ha diffuso un documento di risposta ai rilievi di Glass Lewis, in cui mette in luce alcune possibili contraddizioni, in particolare sulla posizione dell’ex ceo, Luigi Lovaglio, candidato nella lista Plt.

Il cda sta cercando di portare anche gli atri soci sulla linea che al momento sembra prevalere tra gli investitori. Il ministero dell’Economia, a cui fa capo il 4,6% del Monte non ha depositato le azioni e quindi non parteciperà all’assemblea. Delfin, primo azionista con il 17,5%, dovrebbe invece partecipare ma senza esprimere il voto. L’ago della bilancia con ogni probabilità sarà Francesco Gaetano Caltagirone, cha ha dichiarato l’11,45% ma potrebbe aver arrotondato attorno al 12%, schierato per la lista del cda in cui è candidato anche il figlio Alessandro.

In assemblea sono attesi azionisti italiani più piccoli, le cui quote nel Monte sono eredità di quelle una volta possedute in Mediobanca: dalla Fin.Prog dei Doris a Edizione fino al gruppo Monge. Ma le maggiori singole posizioni fanno capo a Blackrock (5%), Vanguard e Norges che assieme peserebbero per il 9% di Mps e che in genere sostengono la lista del cda. Una posizione alla quale potrebbe allinearsi Banco Bpm (3,7%). Se così fosse, il fronte che supporta i candidati del board arriverebbe al 24% circa.

La lista

Norges e Vanguard potrebbero votare la lista del cda e lo stesso farebbe Banco Bpm

Ipotizzando un’affluenza attorno al 65% (all’assemblea del 4 febbraio che ha approvato le modifiche statutarie di Mps si era presentato il 68%) e tenendo conto dell’astensione di Delfin, il capitale votante potrebbe restringersi a poco sopra il 50%. Pierluigi Tortora, capofila della lista che ha candidato l’ex ceo Lovaglio, ha dichiarato di poter contare sul 22%. I primi segnali si avranno nei prossimi giorni quando i fondi inizieranno a pubblicare le loro intenzioni voto.