03.11.2026

Marvell, 115 miliardi per Lumentum e l’AI alla velocità della luce

  • Il Corriere della Sera

La corsa all’intelligenza artificiale vale altri 115 miliardi di dollari. È il valore dell’operazione con cui Marvell Technology, gruppo americano dei semiconduttori, ha deciso di acquisire Lumentum, specializzata in componenti ottici per i data center. Un’operazione tra le più grandi mai annunciate nel settore tech, proprio mentre Wall Street si chiede se i miliardi spesi nell’AI daranno profitti o alimenteranno una bolla.

La logica industriale è semplice: non basta costruire chip sempre più potenti, bisogna farli comunicare sempre più in fretta. Nei data center migliaia di processori si scambiano enormi quantità di informazioni, ma i collegamenti in rame mostrano i loro limiti; quelli ottici, invece, consentono di trasferire più dati, con maggiore efficienza energetica. È il campo di Lumentum ed è la nuova frontiera su cui punta Marvell.

Il gruppo, che già sviluppa chip per Amazon e Google, rafforza così la sfida a Broad-com. Ma non è la prima mossa: a febbraio Marvell aveva già comprato Celestial AI per 3,5 miliardi. Il cuore della sfida è anche la rete che unisce i chip. Sullo sfondo c’è Nvidia, che quest’anno ha investito due miliardi di dollari in ciascuna delle società. Secondo le stime di Marvell, l’acquisizione allargherà a 550 miliardi il mercato potenziale.

L’accordo sarà pagato interamente in azioni: per ogni titolo Lumentum ne verranno assegnati 4,5 di Marvell, con un premio del 23,9% rispetto alle quotazioni precedenti alle indiscrezioni. Lumentum vale 102,5 miliardi, 115 includendo il debito. Agli attuali soci di Lumentum andrà circa un terzo del nuovo gruppo. Chiusura prevista nella prima metà del 2028.

Ma l’ambizione ha un prezzo. Ieri, a Wall Street, Marvell è arrivata a perdere quasi il 13% e Lumentum oltre il 18%, mentre gli investitori si interrogano sul costo della maxi acquisizione. L’amministratore delegato Matt Murphy, però, parla di «un’opportunità che si presenta una volta in una generazione». E ha deciso di giocarsela fino in fondo.