16.04.2026

La grande finanza in campo nei mercati delle scommesse

  • Il Sole 24 Ore

Con un investimento da 600 milioni di dollari l’Intercontinental Exchange ha chiuso a marzo una puntata da complessivi due miliardi in Polymarket, uno dei maggiori “prediction markets” a una valutazione che ha superato i dieci miliardi di dollari. Per la holding che controlla il Nyse l’obiettivo strategico è espandere la propria offerta nei mercati emergenti, quello dei “mercati delle previsioni” dopo le criptovalute. Intanto JpMorgan ha messo a punto un codice di disciplina interno per regolamentare il trading su questi mercati e ha iniziato a studiarli senza escludere di entrare nel segmento in un prossimo futuro, cosa che hanno già fatto attori più innovativo come Robinhood e Coinbase. Intanto diversi fondi li stanno valutando come asset class per diversificare gli investimenti. Insomma, in un’epoca in cui la competitività si gioca sul filo della capacità predittiva, potenziata dall’intelligenza artificiale, la finanza inizia a giocare con le previsioni, cosa che in realtà ha sempre fatto: ma ora i “prediction markets” si occupano di eventi reali, che siano eventi sportivi, fenomeni economici, fatti politici o sviluppi bellici, trasformandoli in un vero e proprio mercato finanziario. Lungi dall’essere siti di scommesse, questi mercati sono infatti piattaforme dove le puntate sono sostituite da contratti il cui valore di basa sulle attese legate al verificarsi di eventi futuri, dall’esito di una partita di basket o baseball a quello di un’elezione, dall’andamento dell’inflazione americana agli attacchi sull’Iran.Per convenzione la quotazione varia tra zero e un dollaro, con un contratto di carattere binario: se l’evento si verifica paga un dollaro, in caso contrario vale zero. Non ci sono soluzioni intermedie. A differenza dei mercati azionari, il valore di questi contratti non deriva da un asset sottostante, ma dalla probabilità percepita che un determinato evento accada: se un contratto sale da 50 a 65 centesimi, significa che il mercato stima che cresca al 65% la possibilità che l’esito si realizzi. Polymarket, piattaforma decentralizzata su blockchain (bloccata in Italia), e Kalshi, in forte crescita dopo essere stata regolamentata dalla Cftc americana, sono i due attori che monopolizzano il settore, con un volume nozionale di transazioni balzato a oltre 38 miliardi di dollari l’anno scorso. Entrambi hanno visto lievitare gli scambi nei primi mesi del 2026, a partire dal blitz contro il leader venezuelano Maduro, proprio a inizio gennaio, per arrivare all’intervento contro l’Iran, che ha dato la stura a puntate di ogni genere, dalla data dell’attacco all’entità della risposta di Teheran, fino a puntate decisamente discutibili sugli effetti e perfino le vittime dei raid israeliani e americani. L’entità del fenomeno è emersa a inizio marzo, quando un giornalista del Times of Israel, corrispondente militare è stato subissato di chiamate, tramutate in minacce di morte, di lettori inferociti che chiedevano che modificasse un suo pezzo: Emanuel Fabian aveva riportato, con tanto di testimonianze e immagini, che un missile iraniano aveva colpito un’area disabitata appena fuori Gerusalemme, pur senza provocare danni o vittime. Ma quella notizia aveva l’effetto di azzerare qualche centinaia di migliaia di dollari di scommesse che prevedevano che Israele avrebbe distrutto tutti i missili in arrivo. Polymarket non è esente da polemiche. Accanto a Intercontinentale Exchange, è entrato anche Founders Fund, il fondo di Peter Thiel, il controverso fondatore di PayPal e di Palantir. Ma tra gli investitori c’è anche 1789 Capital, che annovera Donald Trump jr nel suo consiglio consultivo, e Vitalik Buterin, cofounder di Ethereum. Il fondatore Shayne Coplan è diventato, secondo Forbes, il più giovane miliardario self-made al mondo con un patrimonio stimato in un miliardo di dollari.Ma intanto un mercato di questo genere si scontra anche con tematiche legate all’insider trading, da parte di persone informate sulla realizzazione degli eventi in questione. Così la cattura di Maduro è valsa 400mila dollari, mentre con l’uccisione della Guida suprema iraniana, Ali Khamenei un altro account anonimo ha guadagnato più di 550mila dollari. Conoscendo il senso del presidente Trump per il business e la sua scarsa consapevolezza etica sono in molti ad aver ipotizzato che dietro quelle scommesse ci siano esponenti dell’amministrazione americana, che potevano godere di informazioni riservate e sicure. Una recente inchiesta della Cnn ha individuato, grazie alle analisi della società specializzata su blockchain Bubblemaps, che una serie di conti riconducibili a un unico trader avrebbe portato a casa poco meno di un miliardo di dollari scommettendo sui raid militari israeliani e americani contro l’Iran. D’altra parte, un fenomeno finanziario così innovativo si scontra con l’assenza di un quadro regolamentare. La Commodity Futures Trading Commissione (Cftc) americana sta lavorando a framework normativo completo, ma si scontra con un limite molto labile con il gioco d’azzardo, mentre qualche Stato americano ha iniziato a proibire scommesse su eventi tragici come assassinii o guerre. Kalshi, sottoposta alle regole Cftc che vietano trading basati su guerre, non ha pagato i contratti legati alle scommesse sull’uccisione di Khamenei, che avevano superato i 50 milioni di dollari di valore. La Cftc ha già indicato che le regole sull’insider trading si estendono anche ai predictive markets, ma proprio la recente attività dimostra che l’applicazione di queste regole diventa più complessa in caso di sviluppi geopolitici o risultati congiunturali, casi in cui si possono registrare vantaggi informativi difficili da verificare. Le istituzioni finanziarie guardano con crescente interesse ai “mercati delle previsioni” come diversificazione nell’ambito dei derivati rispetto ai tradizionali mercati di futures e opzioni, ma anche come fonte preziosa di dati alternativi e indicatori di sentiment di mercato, scontrandosi però con nuovi rischi di compliance. In questo ambito soprattutto i fondi, in particolare gli hedge fund, sono pronti a sfruttare questa miniera di dati per elaborare modelli dinamici di pricing e prodotti personalizzati. Ma finora si sono astenuti dal farlo proprio per l’assenza di regole. Ma non c’è dubbio che authority di vigilanza e player tradizionali considerino i mercati predittivi come un elemento integrato nel sistema finanziario.