21.04.2026

In Italia 8,5 milioni di case vuote (una ogni 7 abitanti)

  • Italia Oggi

Sono circa 8,5 milioni le abitazioni vuote in Italia: un dato che fotografa un’anomalia strutturale del mercato immobiliare nazionale e che, rapportato alla popolazione, equivale a una casa inutilizzata ogni sette abitanti. Un capitale ingente, spesso in buono stato ma fermo, che contrasta con la crescita del turismo e con la domanda abitativa in aumento nelle principali destinazioni.

Il paradosso è evidente: mentre il turismo vale circa 237 miliardi di euro – quasi il 13% del PIL – milioni di immobili rimangono chiusi. In teoria, una parte significativa di questo stock potrebbe alimentare il mercato degli affitti brevi o stagionali, soprattutto nei periodi di alta domanda. Operatori del settore evidenziano come il problema non sia la carenza di immobili, bensì la difficoltà dei proprietari a inserirli nel mercato. Da un lato, manca spesso una gestione strutturata; dall’altro, persistono timori legati alla normativa e alla tutela della proprietà.

Sul piano economico, mantenere un immobile inutilizzato comporta costi non trascurabili. Per le seconde case sfitte situate nello stesso Comune di residenza, è prevista l’imposizione IRPEF su una quota della rendita catastale rivalutata, cui si aggiunge l’IMU, spesso con aliquote elevate proprio per scoraggiare l’inutilizzo.

Più della leva fiscale pesa il fattore psicologico. Circa l’80% dei proprietari teme difficoltà nel rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità dell’inquilino. Un elemento che, unito alla complessità delle procedure e ai tempi della giustizia civile, contribuisce a mantenere fuori mercato una quota significativa di abitazioni.

Eppure, i dati di operatori specializzati nella gestione degli affitti brevi indicano che una gestione professionale può incrementare i rendimenti del 20-30% rispetto alla locazione tradizionale, grazie a una maggiore flessibilità dei prezzi, all’ottimizzazione dei tassi di occupazione e alla riduzione dei periodi di vacancy.

Il divario con gli altri principali Paesi europei è netto. In Francia le abitazioni vuote sono circa 3,1 milioni (8,1% del totale), mentre in Germania si attestano intorno a 1,9 milioni (4,3%). In entrambi i casi, una quota più ampia di immobili entra nel circuito degli affitti, contribuendo sia alla redditività dei proprietari sia alla disponibilità di alloggi.