Salvini: no allo spezzatino di Siena. Oggi la prima riunione Consob. Glass Lewis: ok all’aumento di Intesa
Non è a premio, come non lo era un anno fa quella di Unicredit. Non è un merger of equals, ma un’acquisizione. E non si dice come sarà la futura governance. Senza parlare di ipotetici asset cedibili. Insomma l’Ops di Mps che valorizza Banco Bpm 25,3 miliardi carta contro carta, così com’è, non convince. E un cda perplesso ha rimandato la palla nella metà campo senese, aggiornandosi a metà settembre in attesa di sviluppi. Nero su bianco il board ha precisato infatti che la proposta di Monte Paschi non è «stata previamente concordata con Banco Bpm né da quest’ultima sollecitata» e ha rilevato che «per sua natura rappresenta un’operazione strutturalmente diversa da quella proposta da Banco Bpm» a giugno «in quanto si configura come un’acquisizione e non una fusione tra le due banche», «non presenta un premio per gli azionisti di Banco Bpm». Il cda «effettuerà le valutazioni di propria competenza sull’offerta e renderà note le proprie determinazioni al riguardo nei termini e con le modalità previsti dalla normativa applicabile». Il consiglio è stato unanime, ma i più scettici erano i 4 membri espressione del socio Crédit Agricole (29,3%).
Tuttavia fonti di mercato fanno notare come l’Ops di Rocca Salimbeni (1,567 azioni Mps di nuova emissione per ogni azione Banco Bpm) sia accrescitiva a doppia cifra per gli azionisti di Piazza Meda in termini di utili per azione e di dividendi per azione mentre per i soci della banca toscana sono prospettate cedole in aumento al pari della proposta di Intesa Sanpaolo post Opas, ma con un monte dividendi più alto rispetto a quello offerto da Ca’ de Sass. Ma Moody’s rileva che sussistono «notevoli incertezze» sul completamento delle due operazioni». Ieri l’offerta di quest’ultima era a premio del 2,3%. Dopo Iss, anche il proxy Glass Lewis ha raccomandato di votare sì all’aumento di capitale all’assemblea di Intesa del 10 settembre. Sempre ieri poi, per la prima volta dal lancio della doppia Ops di Siena su Bpm e Banca Generali, il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, ha espresso la sua posizione:«Non sono tifoso, né dell’uno né dell’altro. Mi auguro la nascita di un terzo polo bancario e Mps può essere il player di questo terzo polo. Poi decideranno i cda cosa va e non va». Il leader del Carroccio su una tema però è stato chiaro: «L’unica cosa, veramente delittuosa sarebbe spezzettare Mps che è stata rilanciata, salvata, ed è la banca più antica del mondo. Poi faranno i loro conti, però il terzo polo per le piccole e medie imprese sarebbe fondamentale». Una posizione vicina a quella del presidente Pd della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ieri con la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio e la presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti, ha incontrato a Roma il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. «È importante che sia stato sottolineato come lo Stato non venderà quel 4,8% di azioni di Mps e saranno quindi uno strumento per poter attivare quello che è l’interesse generale», ha detto Giani. Anche se la posizione del Tesoro è nota: il Mef ha deciso di congelare la vendita della sua quota nel Monte per non interferire nelle operazioni in corso e mantenere una posizione neutrale. Il ministero, sottolineano fonti vicine, valuta la situazione con «oggettività e imparzialità, seguendo pedissequamente la legge».
Oggi intanto a Milano si terrà la prima riunione della Consob sotto la presidenza di Guido Stazi; le prossime si alterneranno di settimana in settimana tra Roma e Milano per dare un segnale di vicinanza al mercato finanziario. All’ordine del giorno non vi sarà il risiko bancario, anche perché, da quanto trapela, con l’assemblea Mps il 29 ottobre ci sono i tempi per effettuare valutazioni sugli esposti arrivati. Stazi ha scritto una lettera ai dipendenti: «Ancora c’è molto da fare ma la competenza, l’esperienza e la qualità del personale costituisce l’asset fondamentale di questo tipo di istituzioni».