Nuovo record di Finecobank, che in marzo ha realizzato una raccolta di 1,88 miliardi di euro, il 70% in più su base annua. I nuovi clienti sono stati 20 mila (+26%). La raccolta da inizio anno ha raggiunto 4,6 miliardi. Il dato della raccolta aggiorna per la terza volta negli ultimi quattro mesi il massimo storico di Fineco. L’asset mix evidenzia una componente gestita di 297 milioni, con la raccolta retail di Fineco Am pari a 150 milioni. La componente diretta è negativa per 369 milioni, riflettendo l’elevata operatività dei clienti brokerage sui mercati azionari e obbligazionari, vista la correzione registrata nel mese, caratterizzato anche dall’asta del Btp Valore. La raccolta amministrata è stata pari a 1,95 miliardi.
«I dati di raccolta evidenziano la capacità di Fineco di rispondere alle nuove esigenze finanziarie dei risparmiatori, a conferma dell’attrattività del nostro modello di business», ha commentato l’a.d. Alessandro Foti. «L’accelerazione della raccolta netta è andata di pari passo con l’incremento del numero e della qualità dei nuovi clienti, confermando una maggiore propensione verso gli investimenti anche tramite un’interazione diretta con i mercati».
Dal canto suo, Banca Mediolanum ha realizzato il mese scorso una raccolta netta di 1,34 miliardi (3,34 mld da inizio anno). La raccolta netta in risparmio gestito è ammontata a 920 milioni (1,87 miliardi). I nuovi finanziamenti erogati si attestano a 376 milioni di euro (962 mln) e i premi polizze protezione a 22 milioni (60 mln).
«I dati si confermano estremamente solidi, nonostante lo scenario macroeconomico complesso e le ripercussioni sui mercati finanziari», ha osservato l’a.d. Massimo Doris. «È proprio nei contesti più sfidanti che i nostri family banker sanno fare la differenza e accompagnare i clienti nel leggere le crisi anche come momenti di opportunità, fornendo loro la giusta razionalità e prospettiva. Proprio in questo percorso si inserisce la strategia di puntare sui servizi di investimento automatici, che consentono di investire con costanza nel tempo, riducendo l’impatto dei fattori emotivi. Quindi, anche grazie al contributo della raccolta ricorrente, chiudiamo il mese di marzo con 920 milioni di euro di raccolta in risparmio gestito, che porta il primo trimestre a un risultato di poco inferiore a quello record del 2025 che aveva beneficiato di dinamiche di mercato decisamente più favorevoli».