04.11.2026

Fincantieri e Leonardo rilanciano la l’intesa Osn su mercati e prodotti

  • Il Sole 24 Ore

Un’alleanza strategica che si rinsalda per rispondere alle sfide di uno scenario geopolitico in profonda trasformazione. Fincantieri e Leonardo blindano la propria cooperazione nella difesa navale formalizzando il rilancio con una lettera d’intenti (LoI) annunciata ieri al salone Euronaval di Parigi e finalizzata a rafforzare ulteriormente il ruolo di Orizzonte Sistemi Navali (Osn) e il modello di collaborazione «sia sul prodotto sia sui mercati», hanno sottolineato i due ad, Pierroberto Folgiero e Lorenzo Mariani, in un punto stampa convocato per spiegare i dettagli dell’accordo.

La joint venture, polo di eccellenza della cantieristica militare, vede una governance bilanciata tra i due colossi nazionali, con Fincantieri azionista di maggioranza al 51% e Leonardo al 49 per cento. Nata oltre vent’anni fa come integratore di sistema per l’intera unità navale, Osn ha progressivamente consolidato il proprio status di primo contrattista e autorità di progettazione per i più importanti programmi nazionali e internazionali. Attualmente, la società gestisce un portafoglio di commesse di altissimo profilo per la Marina militare e per i mercati esteri: dai nuovi cacciatorpedinieri Ddx alle fregate Fremm Evo in costruzione, passando per le Fremm Legacy e per il programma dei quattro Pattugliatori Offshore (Opv).

Al centro del nuovo piano industriale e commerciale c’è un obiettivo operativo molto ambizioso: ridurre drasticamente i tempi di costruzione delle fregate Fremm da 54 a 36 mesi da parte di Fincantieri, per arrivare a un ritmo produttivo stabile di due unità all’anno. Un traguardo industriale che fungerà da banco di prova per misurare la concretezza di questo snodo.

«È una squadra che funziona. La direzione è quella giusta, c’è tanto da fare e quindi bisogna rafforzare quello che funziona», ha spiegato il numero uno di Fincantieri, Pierroberto Folgiero. Il manager ha sottolineato il valore cruciale della capacità d’integrazione di Osn, definendola un assetto strategico fondamentale per la Marina Militare e per l’export delle unità navali italiane. «Fincantieri e Leonardo hanno capacità e velocità. Per quanto riguarda il dominio navale, penso che l’Italia abbia un grande assetto che ci consente di fare bene e anche più velocemente del passato», ha aggiunto Folgiero, rimarcando che il piano industriale è mirato a centrare il nuovo takt time di due navi all’anno. «Abbiamo già un piano produttivo e di collaborazione con Leonardo, perché senza Leonardo le navi in quei tempi non le consegniamo».

Dal canto suo, il ceo di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha evidenziato la valenza strategica dell’intesa per l’industria nazionale della difesa: «La firma di questo accordo è l’ulteriore conferma di come l’industria della difesa sia capace di mettere a sistema le proprie competenze per rispondere alle esigenze che si stanno affermando a livello globale». Mariani ha inoltre rimarcato come l’evoluzione tecnologica — trainata da digitalizzazione, intelligenza artificiale, sistemi autonomi, sensoristica avanzata e condivisione dei dati — stia ridefinendo i requisiti operativi. «Combinando le rispettive competenze, riusciamo a fornire ai nostri clienti italiani, ma anche al mercato export, soluzioni all’avanguardia, ad altissime prestazioni e a costi accessibili», ha concluso, ribadendo il ruolo chiave dei campioni industriali nel sostenere l’autonomia tecnologica e la competitività globale del Paese.

Insomma, la jv si prepara a intercettare con ancora maggiore determinazione le opportunità che si apriranno sul mercato, come ribadito anche da Folgiero. «Le navi della Marina militare sono molto well-proven a mare e rappresentano uno standard molto importante nel momento in cui c’è tanta domanda di navi militari nel mondo». Ergo, una piattaforma rodata può avere significative chance di conquistare nuove piazze. «Quando si parla di soluzione di nave completa – osserva Mariani – l’Italia è in grado di offrire anche un sistema missilistico importante», ha detto il top manager ricordando «che abbiamo accesso, in quota parte, a Mbda, l’unica vera joint venture europea nella difesa».

Un asse ancora più stretto, dunque, attorno alla jv presieduta da Enrico Credendino e guidata da Giovanni Sorrentino, che è stato celebrato da una folta rappresentanza delle due aziende: icon Folgiero, Mariani e i vertici di Osn, a Parigi sono accorsi anche il presidente di Fincantieri Biagio Mazzotta, il dg della divisione Navi Militari, Eugenio Santagata e il senior vice president Naval Product Development and Partnering, Matteo Bisceglia, mentre per Leonardo erano presenti il managing director della divisione Elettronica, Marco De Fazio e il chief Strategy & Technology officer, Angelo Pansini.