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Ferrovie, stallo su Alitalia slitta la scelta del partner

Il salvataggio di Alitalia resta appeso a un filo. Ieri – contrariamente a quanto previsto – il consiglio d’amministrazione di Ferrovie dello Stato non ha affrontato il tema del via libera alla trattativa in esclusiva con Delta e easyJet, che proseguono assieme agli advisor l’analisi del progetto di integrazione.
La soluzione al rebus potrebbe arrivare a metà della prossima settimana con un nuovo e decisivo cda che dovrà dare il via libera ad una trattativa finale con le due compagnie. Ma i dubbi restano: easyJet, in particolare, è poco convinta della possibilità di spostare diversi voli di medio raggio dallo scalo varesino di Malpensa a Linate, perchè teme che così si creerebbero sovrapposizioni di collegamenti difficili da gestire. Anche all’interno del cda di Fs alcuni consiglieri hanno forti dubbi su fattibilità e convenienza dell’operazione che altre società pubbliche come Cassa Depositi e Prestiti, Leonardo e Eni hanno snobbato: Alitalia, per inciso, perde più di un milione al giorno.
Obiezioni alla soluzione Delta- easyJet paiono esserci anche da parte del ministro dell’Economia Giovanni Tria, che sembra allineato con Matteo Salvini su una formual che invece coinvolga Lufthansa. La soluzione tedesca libererebbe le Fs da un coinvolgimento diretto nell’operazione, visto che il piano di Colonia prevede una riduzione del 30% della flotta, il rilancio dei voli a lungo raggio sulle rotte americane e un taglio di 2.500 dipendenti. Questa soluzione piacerebbe al Mef, che ha già spiegato di voler intervenire come azionista della nuova Alitalia solo a condizioni di mercato. E quindi in presenza di un piano industriale serio, non complesso da realizzare e gestire. Luigi Di Maio, invece, preferirebbe chiudere entro marzo tutta l’operazione senza retrocedere di un millimetro dal suo progetto di integrazione tra Alitalia, Delta e easyJet.
In queste ore Alitalia e Fs stanno preparando il nuovo contratto dei dipendenti della società mista: un passo avanti molto deciso verso la creazione del futuro vettore di bandiera. Al momento i dirigenti delle due società hanno messo a punto un documento che ricalca lo schema della Delta anche se, spiegano fonti vicine all’operazione, un cambio improvviso di ” pretendente” ( e cioè Lufthansa) non provocherebbe intoppi. Ma che ci sia ancora molto da fare prima dell’ingresso di americani e inglesi in Alitalia, lo pensano le organizzazioni sindacali. La prima forte risposta alla mancanza di soluzioni da parte del governo arriva da Cgil, Cisl, Uil e Ugl che hanno annunciato uno sciopero di 4 ore per lunedì 25 marzo.
Da parte sua la Federazione nazionale del trasporto aereo, che riunisce Anpac, Anpav e Anp, giudica negativamente la presa di posizione del Mef: «Parlare di piano industriale senza perdite lascia intendere la necessità di dover contenere gli investimenti » . Gongola, infine, il concorrente Ryanair, dominatore assoluto del trasporto aereo in Italia, che ieri ha annunciato per l’inverno 2019, ben 55 nuove rotte italiane.
Nel frattempo il governo olandese, sulla scia di quanto annunciato da quello italiano per Alitalia, è pronto ad entrare nel capitale di Air France- Klm con il 15% che corrisponde alla quota oggi in possesso dello Stato francese. Una mossa che punta a controllare le scelte della compagnia. Storicamente, tra i due marchi Klm è quello capace di macinare utili. Utili puntualmente sacrificati sull’altare della capogruppo.

Lucio Cillis

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