12.06.2026

Deutsche, affonda l’utile

  • Italia Oggi

I profitti di Deutsche Bank crollano nel quarto trimestre e in borsa il titolo soffre: a Francoforte ha chiuso in calo dell’1,89% a 18,938 euro risalendo dai minimi di seduta. A far precipitare l’utile netto a 106 milioni di euro da 1,26 miliardi di dodici mesi prima, sotto le stime del mercato, sono stati gli accantonamenti relativi alle controversie legali. Il fatturato è salito dell’8% a 7,22 miliardi. Nell’intero esercizio i ricavi hanno raggiunto 30,1 miliardi (+4% annuo), in linea con le previsioni dell’istituto, mentre l’utile netto è calato del 36% a 2,7 miliardi. Gli accantonamenti per le perdite sui crediti sono ammontati a 1,83 miliardi di euro. «La nostra performance nel 2024 è stata influenzata da significativi costi non operativi, in particolare voci di contenzioso di lunga data, e dalle azioni intraprese per accelerare l’esecuzione della nostra strategia», ha riferito il direttore finanziario James von Moltke. «Dopo esserci lasciati tutto questo alle spalle, guardiamo al 2025 avendo decisamente ridotto il nostro profilo di rischio e con la certezza che la nostra forza operativa si rifletterà chiaramente nei nostri risultati finanziari».

Lo scontro legale che pesa in bilancio, ricorda milanofinanza.it, risale all’acquisizione di Postbank da parte di Deutsche Bank e all’importo proposto nell’opa del 2010. Deutsche aveva promesso 25 euro per ciascuna azione Postbank. Gli investitori sostengono che avrebbero dovuto ricevere 57,25 euro, il prezzo del titolo nel 2008, quando Deutsche acquistò per la prima volta azioni dell’allora concorrente. Ad aprile 2024 Deutsche Bank aveva accantonato 1,3 miliardi e in agosto era raggiunto un accordo con un gruppo di ex soci di Postbank che rappresentano il 60% delle richieste di risarcimento. Un’intesa che ha permesso di ridurre l’accantonamento a 547 mln.

Quest’anno la banca punta a un fatturato di 32 miliardi e alla normalizzazione degli accantonamenti. Per il 2021-25 sono attese distribuzioni di capitale superiori a 8 miliardi. Via libera, inoltre, a un buyback da 750 milioni per il 2025 e a dividendi pari a 1,3 miliardi che equivalgono a 0,68 euro per azione.