06.05.2026

Bpm, profitti a 480 milioni «Ben posizionati nel risiko, valutiamo le opportunità»

  • Il Corriere della Sera

Banco Bpm ha archiviato il primo trimestre con un utile netto di 480 milioni, in calo del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 ma — rivendica la banca — «superiore del 7% rispetto al consensus di mercato». Se però si guarda al trimestre precedente l’utile è in aumento del 15%. Sul risultato — ha precisato la banca — hanno inciso «le modifiche normative introdotte con la Legge di bilancio per il 2026», ovvero 2 punti percentuali in più di Irap e l’indeducibilità degli interessi passivi pari al 4% il primo anno per le banche, «che hanno comportato un maggior carico a debito del conto economico del primo trimestre 2026 pari a circa 20 milioni».

Il margine di interesse è sceso a 751 milioni (-8%) a causa dell’allentamento dei tassi Bce, ma quasi compensato dal boom delle commissioni nette a 708 milioni (+19,2%). L’istituto di Piazza Meda ha dunque confermato la fiducia nella capacità di distribuire un dividendo per azione di un euro anche nel 2026, e un utile di 2,15 miliardi nel 2027.

«Stiamo seguendo il percorso che abbiamo indicato lo scorso anno con l’aggiornamento del piano industriale», ha spiegato in call con gli analisti l’ad Giuseppe Castagna, secondo cui «i driver chiave» della crescita «sono i benefici dello sviluppo delle fabbriche prodotto» che nel primo trimestre «hanno generato 406 milioni di euro di ricavi», «in linea con il target al 2027 di 0,4 miliardi di euro a trimestre».

Ricavi

«I fattori per la crescita sono le fabbriche prodotto che hanno generato 406 milioni»

Il percorso però potrebbe anche prevedere operazioni straordinarie. «Ci sentiamo di essere nella migliore posizione per catturare le opportunità in caso di un ulteriore consolidamento del mercato» sia nel caso di «piccole» che di «grandi» operazioni che possono coinvolgere «altre banche» o «fabbriche prodotto», ha precisato Castagna. «Difficile ora dire quali si materializzeranno» ma «studieremo tutte le situazioni per trarre vantaggio dalla disponibilità di altre controparti». Incalzato su possibili nozze con Crédit Agricole o Mps, secondo il ceo se ne parla «semplicemente perché Agricole è il nostro primo azionista con il 23% delle azioni e, quindi, tutti potrebbero immaginare delle opportunità con loro». Stesso motivo per Rocca Salimbeni, dove «siamo un piccolo azionista, ma comunque un azionista piuttosto rilevante con il 3,7%» e questo è il motivo «per cui tutti si aspettano come possibili queste due operazioni». Castagna però ha frenato: «Essere azionista non significa che le opportunità per realizzare M&A siano ideali. Quindi, aspettiamo e vediamo, cercando di capire cosa è disposta a fare l’altra controparte». A Piazza Affari Banco Bpm ha chiuso a 12,3 euro (+1,3%).