Assemblea monca per Borsa italiana che ha approvato il bilancio 2025, ma rinviato al 5 maggio il rinnovo del consiglio, in attesa della pronuncia del Tribunale di Milano, cui si è rivolta con un’azione cautelare d’urgenza Cdp Equity per bloccare la nomina dell’ad senza aver seguito la procedura di selezione prevista al momento dell’ingresso del gruppo Borsa italiana in Euronext.
I conti di Borsa sono positivi – i ricavi nel 2025 si sono attestati a 730 milioni con una crescita del 57% in cinque anni – e il proposito di Euronext, che nel 2021 ha rilevato da Lseg il gruppo (proprio ieri cadeva l’anniversario dell’acquisizione), era quello di riconfermare in blocco il cda uscente. La “federazione” di Borse europee, guidata da Stéphane Boujnah, comprende oltre a Milano (con Mps e le società di post-trading) anche Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino, Oslo e Atene.
Cdp equity, che con l’8,08% è il primo singolo azionista alla pari con la Cdp francese, aveva chiesto già a fine dello scorso anno, con una prima lettera datata 3 dicembre, di avviare la procedura di selezione con la designazione di un head hunter. La risposta dell’11 dicembre di Euronext era stata che i risultati di Borsa italiana e Mts sotto la guida, rispettivamente, di Fabrizio Testa e di Angelo Proni, erano stati «eccellenti» e che dunque non ravvisava la necessità di alcun cambiamento. Il giorno successivo la replica di parte italiana era stata che, a scadenza del mandato triennale, le valutazioni e le decisioni in merito dovevano essere prese congiuntamente con Cdp Equity, come concordato inizialmente per la valenza strategica sia della Borsa, sia di Mts (il mercato all’ingrosso dei titoli di Stato) per l’Italia.
Dopo una serie di consultazioni, il 19 febbraio, a nome del supervisory board (presieduto da Piero Novelli, indicato dall’azionariato italiano), Euronext rispondeva che era libera di confermare il ceo della Borsa senza avviare la procedura.
La diatriba è deflagrata nelle aule dei Tribunali, in prima battuta al Tribunale delle imprese di Amsterdam che, con la decisione del 14 aprile scorso, ha dato ragione a Euronext, osservando che visto che non erano state sollevate obiezioni sull’operato di Testa e Proni non si capiva a quale scopo imbarcarsi in una lunga procedura di selezione che avrebbe potuto essere «dirompente» per Borsa italiana, per Mts e la stessa Euronext. Cdp Equity però non si è data per vinta e lunedì ha fatto ricorso nel merito ad Amsterdam e d’urgenza a Milano, provocando lo slittamento delle nomine di cui si è avuta notizia ieri.