Bff Bank rialza la testa nel primo trimestre dell’anno sotto il profilo dei profitti, ma il tema del capitale continua a rimanere al centro dell’attenzione del mercato. Sotto la marcatura stretta della Vigilanza – i cui commissari Raffaele Lener e Francesco Fioretto da fine marzo stanno affiancando il board – la banca specializzata nel factoring dei crediti commerciali verso la Pa archivia i primi tre mesi dell’anno con numeri tonici: l’utile netto rettificato del periodo è pari a 43,2 milioni di euro, +24% anno su anno, mentre l’utile netto contabile sale del 40%, a 49,5 milioni. Segnale che la banca, pur su un portafoglio più ridotto, è in grado di generare utili in maniera solida. A fronte di costi sostanzialmente stabili, i ricavi netti rettificati sono saliti del 19%, portando il cost/income ratio su livelli contenuti, al 42%. Risultati non scontati, considerato che tutto ciò è arrivato da un portafoglio crediti sceso del 4%, a 5,5 miliardi, con volumi che sono calati dell’11%.
Si vedrà. La banca guidata da Giuseppe Sica da tempo è nel mirino della Banca d’Italia, che ha chiesto una riclassificazione di crediti scaduti per 1,36 miliardi e imposto nuove policy più restrittive. La conseguenza è stata, a inizio maggio, una correzione al ribasso dell’utile netto contabile 2025, sceso a 37 milioni (-83% rispetto al 2024) a fronte dei 70,2 milioni annunciati tre mesi prima. Allo stesso modo, sono state riviste le stime 2026: il target di utile netto rettificato è stato tagliato a 115-140 milioni, da 160 milioni.
L’aspetto confortante è che, con i 43 milioni di utile appena generati, Bff ha già coperto circa il 31-38% della guidance annuale. A ritmi costanti, ci sarebbe spazio per portare a casa risultati reddituali più alti del previsto. Di converso, il vero nodo resta il patrimonio. Non tanto per il Cet1 – 11% contro un requisito del 9,86% – quanto per il Total Capital Ratio, che si attesta al 13,41% contro il 13,36% richiesto, incluso l’utile di periodo. Troppo poco per una banca quotata, con ispezione Bankitalia in corso, il capitale sotto osservazione e un rilevante portafoglio past due.
Quelli del primo trimestre sono «risultati positivi in un contesto che rimane complesso. La nostra redditività è migliorata, con un utile netto rettificato in forte crescita rispetto all’anno precedente», ha detto il ceo Sica, nel corso della call con gli analisti finanziari. Sul fronte patrimoniale, «ora soddisfiamo i requisiti Cet1 e anche i nostri requisiti relativi al Total Capital Ratio. Si tratta di un cambiamento significativo, sebbene previsto, rispetto a quanto annunciato in occasione della presentazione dei risultati di fine anno», ha aggiunto.
L’attenzione della banca – che ieri ha nominato Gianluca Formenton in qualità di chief operating officer – resta ora concentrata sulle mosse straordinarie. Focus sulla potenziale maxi-cartolarizzazione (a cui stanno lavorando Jp Morgan e PwC) e sulle valutazioni delle opzioni strategiche, processo curato da Mediobanca e Morgan Stanle y.