08.07.2026

Bank of England, sollievo alle banche su requisiti di capitale

  • Il Sole 24 Ore

La Banca d’Inghilterra lancia l’allarme sui rischi per la stabilità finanziaria legati al crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma al tempo stesso annuncia l’allentamento dei requisiti patrimoniali e dei coefficienti di leva finanziaria per le banche in Gran Bretagna.

L’obiettivo, secondo quanto dichiarato dalla BoE al termine della riunione del board ieri, è allineare i requisiti imposti alle banche britanniche agli standard internazionali e rendere il quadro normativo «più semplice, più efficace, meglio proporzionato e meglio calibrato». La mossa servirà anche ad aumentare l’offerta di credito alle imprese, come auspicato dal Governo per rilanciare l’economia, da tempo asfittica.

Il Comitato di politica finanziaria (Fpc) della banca centrale ha avviato una consultazione, che dovrà concludersi entro settembre, per modificare le regole introdotte dopo la grande crisi finanziaria del 2008 e ridurre le dimensioni del “cuscinetto” imposto per tutelare contribuenti e consumatori.

La proposta è di ridurre il requisito minimo del coefficiente di leva finanziaria (Tier 1) dal 3,25% al 3,0% per le grandi banche britanniche e di introdurre un cuscinetto generale di 25 punti base per facilitare l’utilizzo delle riserve di capitale e quindi stimolare l’erogazione di credito in periodi di stress economico o recessione.

Le misure proposte riguardano le banche britanniche come Lloyds, NatWest e Santander Uk e non i grandi istituti di credito internazionali, che continueranno a essere regolamentati da Basilea. L’Fpc intende collaborare con le autorità internazionali per portare avanti un’ampia riforma del quadro delle riserve di capitale e progredire verso questa visione.

All’interno dell’Fpc ci sono però voci contrarie e alcuni membri temono che le modifiche portino a un abbassamento della guardia che potrebbe di nuovo creare rischi per il sistema finanziario.

L’Afme, l’associazione per i mercati finanziari in Europa, ieri ha invece accolto positivamente i cambiamenti annunciati dalla BoE. «Il quadro normativo (relativo al coefficiente di leva finanziaria) prevede una significativa iper-regolamentazione ed è diventato sempre più vincolante», ha osservato ieri Jeanie Watson, responsabile Capital & Risk Management dell’Afme, dicendosi per questo «lieta» che l’Fpc abbia avviato una consultazione su un nuovo pacchetto di misure.

Nel rapporto sulla Stabilità finanziaria, pubblicato ieri, la Banca avverte dei rischi per il sistema finanziario derivanti dall’aumento dell’indebitamento da parte degli investitori, hedge fund compresi, per finanziare gli acquisti di azioni, le aspettative elevate e l’eccessiva fiducia riposta da investitori e istituti di credito nel successo delle società di intelligenza artificiale e le minacce alla sicurezza informatica derivanti dall’intelligenza artificiale. Non è ancora chiaro infatti, secondo la Bank of England, se i progressi dell’IA favoriranno gli hacker o se porteranno a un rafforzamento dei sistemi di difesa dei mercati finanziari.

Se le aspettative sui benefici e il potenziale dell’intelligenza artificiale si dimostrassero troppo ottimistiche, questo potrebbe innescare un’ampia instabilità di mercato. Secondo la BoE «una rivalutazione di queste prospettive potrebbe provocare una caduta dei prezzi azionari, che potrebbe essere amplificata da un’elevata concentrazione, posizioni correlate guidate dal momentum che possono esacerbare la volatilità in fasi di ribasso del mercato, e dall’aumento della leva finanziaria». Serve quindi un costante monitoraggio in questa fase in cui l’intelligenza artificiale viene sempre più integrata nel sistema finanziario.

Il sistema finanziario britannico resta resiliente, sottolinea il rapporto, ma alcuni rischi relativi a valutazioni azionarie elevate, alto debito pubblico e credito privato problematico alle imprese sono ora più pronunciati.