26.06.2026

Banche Usa promosse dalla Fed

  • Italia Oggi

Le più grandi banche americane hanno superato lo stress test della Fed, l’istituto centrale Usa, dando di fatto via libera al miglioramento della remunerazione degli azionisti. A differenza degli anni precedenti il test del 2026 non ha avuto alcun impatto sui requisiti patrimoniali, coerentemente con la deregulation del settore voluta dal presidente Donald Trump.

«I risultati dello stress test annuale sulle banche condotto dalla Federal reserve hanno confermato che tutti i 37 istituti di credito di grandi dimensioni sono ben posizionati per affrontare una grave recessione e sono in grado di continuare a concedere prestiti a famiglie e imprese», ha spiegato la banca centrale. «Nonostante abbiano assorbito perdite totali sui prestiti per 708 miliardi di dollari (622 mld euro, ndr) nello scenario ipotetico di quest’anno, il capitale è diminuito complessivamente solo di 1,6 punti percentuali, rimanendo al di sopra dei requisiti minimi di capitale».

JPMorgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup sono fra gli istituti bancari più grandi degli Stati Uniti, quelli che hanno rivisto la distribuzione di capitale. JPMorgan ha alzato il dividendo trimestrale da 1,50 a 1,65 dollari (1,45 euro) e ha autorizzato un piano di buyback da 50 miliardi (44 mld euro) che partirà il 1° luglio. «Il nostro solido bilancio, caratterizzato da un significativo surplus di capitale e da una robusta liquidità, ci consente di essere un punto di riferimento, permettendoci di servire costantemente i nostri clienti e le nostre comunità», ha commentato il presidente e a.d. Jamie Dimon. «Il contesto attuale riflette una serie di rischi sempre più complessi. Come sempre, siamo preparati ad affrontare un’ampia gamma di scenari, incluso l’ipotetico scenario estremamente avverso del 2026».

Per Goldman Sachs la cedola passa da 4,50 a 5 dollari (4,40 euro). «L’annuncio riflette la continua solidità dei nostri utili e della nostra posizione patrimoniale, nonché il nostro impegno a fornire rendimenti sostenibili a lungo termine agli azionisti», ha dichiarato il presidente e a.d. David Solomon.

Morgan Stanley ha rivisto il dividendo trimestrale da 1 a 1,15 dollari (1,01 euro). Per quanto riguarda Citigroup, la cedola sale da 0,60 a 0,67 dollari (0,59 euro). L’a.d. Jane Fraser ha riferito che «tutto questo ci pone nella posizione ideale per ottenere risultati costanti e di lungo termine in diverse condizioni economiche».