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Assemblee virtuali fino al 31/7

Tutte le assemblee societarie fino al prossimo 31 luglio potranno essere tenute in videoconferenza a prescindere da eventuali previsioni statutarie. Tutte le cooperative potranno utilizzare il rappresentante designato. Una estensione differenziata delle assemblee virtuali al 30 aprile o al 31 luglio è prevista per associazioni ed enti. È questo l’effetto della legge 26 febbraio 2021 n. 21 di conversione del decreto Milleproroghe (dl n. 183/2020) in G.U. n. 51 del 1° marzo 2021.

Proroga per tutte le assemblee societarie. Fino 1° marzo, il dl 183/2020 (c.d. decreto Milleproroghe) prevedeva la possibilità generalizzata per società ed enti di tenere assemblee in videoconferenza fino al 31 marzo 2021.

Le nuove norme prevedono ora che tutte le disposizioni dell’ex art. 106, del dl 18/2020 si applichino alle assemblee tenute entro il 31 Luglio 2021. Assemblee tenute significa, evidentemente, che entro detta data le assise devono essere concretamente svolte, e non solo convocate, ma il problema non dovrebbe porsi in quanto anche le assemblee finalizzate alla approvazione del bilancio e all’eventuale rinnovo delle cariche sociali chiamate a deliberare in prima convocazione entro il 29 giugno, (termine ultimo per rientrare nei 180 giorni) qualora deserte dovrebbero essere convocate entro 30 giorni (art. 2369, comma 2, c.c.) e quindi ricadere nel mese di luglio.

Tutte le società di capitali quindi (Spa, Sapa, Srl ordinarie e semplificate, società cooperative e mutue assicuratrici), anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, con l’avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie possono prevedere che:

– l’assemblea si svolga, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione (assemblea virtuale);

– il voto venga espresso in via elettronica o per corrispondenza;

– l’intervento all’assemblea avvenga mediante mezzi di telecomunicazione (assemblea in presenza con alcuni soggetti partecipanti attraverso mezzi di telecomunicazione).

Le videoconferenze integrali (che indubbiamente rappresenteranno la modalità più utilizzata nella prassi per le riunioni non in presenza) devono garantire l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 2370 c.c., quarto comma (Spa), 2479-bis c.c., quarto comma (Srl) e 2358 c.c., sesto comma (Coop). Ciò senza, in ogni caso, la necessità che si trovino nel medesimo luogo, il presidente, il segretario o il notaio.

Nelle Srl viene ribadita la possibilità che l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto (art 2479-bis), anche in questo caso a prescindere da eventuali previsioni dell’atto costitutivo.

Riunioni virtuali estese anche a Cda e collegi sindacali. Seppure le disposizioni in deroga sono espressamente previste per le assemblee societarie, non appare dubbio che il principio, fino al 31 luglio possa essere utilizzato anche per tutte le riunioni degli amministratori (sia nei cda che nei comitati esecutivi), sia dai collegi sindacali.

In tal senso anche Assonime che, nelle proprie comunicazioni agli associati del marzo 2020, ebbe ad affermare che la possibilità di utilizzare per le assemblee le audio-video-conferenze «costituisce espressione di un principio generale applicabile alle riunioni di ogni organo sociale».

Società quotate. I nuovi termini riguarderanno anche le società per azioni quotate.

Queste potranno delegare, per le assemblee ordinarie o straordinarie, il rappresentante designato previsto dall’art. 135-undecies Tuf anche ove lo statuto non lo preveda.

La scelta del rappresentante designato spetta al Cda. Esso è un puro «portavoce» (nuncius) del delegante. Vige in questo caso la regola secondo cui «la delega ha effetto per le sole proposte in relazione alle quali siano conferite istruzioni di voto». Qualora poi si verifichino circostanze di rilievo ignote all’atto del rilascio della delega, il rd può essere autorizzato a esprimere un voto difforme. La delega è sempre revocabile.

Data la sua natura di puro portavoce non è necessario che il rd sia un socio. Può essere una persona fisica o giuridica; può essere un professionista (anche un notaio, purché non verbalizzante) un amministratore, un sindaco o dipendente della società, perché l’art. 135 undecies, comma 4, ammette anche che sia in conflitto di interessi (in tal senso le massime del notariato triveneto 2020).

Nelle assemblee tenute con la presenza di un rd potranno partecipare (anche in audio o videoconferenza) solo i componenti degli organi sociali ed eventuali «tecnici», ma non i soci. La disposizione, ai sensi del comma 5 è applicabile anche alle società ammesse alla negoziazione su un sistema multilaterale di negoziazione e alle società con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante.

Società cooperative, banche di credito cooperativo e banche popolari. La possibilità di utilizzare il rappresentante designato è estesa anche alle banche popolari, alle banche di credito cooperativo, alle società cooperative e alle mutue assicuratrici, in deroga alle disposizioni legislative e statutarie che prevedano limiti al numero delle deleghe conferibili ad uno stesso soggetto.

Le medesime società potranno anche prevedere, nell’avviso di convocazione, che l’intervento in assemblea si svolga esclusivamente tramite il predetto rappresentante designato. In questi casi viene però esclusa la possibilità di esprimere un voto difforme rispetto alle istruzioni impartite dal delegante.

Associazioni, fondazioni. Il milleproroghe, con la modifica dei termini, estende la possibilità di utilizzare il sistema delle audio-videoconferenze fino al 31 luglio, anche alle associazioni e alle fondazioni diverse da onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale.

Purtuttavia, in relazione alla proroga prevista dal n. 10 dell’allegato 1 che richiama l’art. 73 del dl 18, anche tutte le associazioni private e fondazioni per le quali è disposta la proroga hanno la possibilità di svolgere l’assemblea in videoconferenza fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e comunque non oltre il 30 aprile 2021.

In altri termini, mentre tutte le associazioni e fondazioni avranno la possibilità di utilizzare la videoconferenza fino al 31/7/2021, le onlus, le odv e le aps (per motivi davvero non semplici da comprendere) restano legittimate a tale utilizzo fino al 30 aprile 2021. La proroga fino al 30 aprile è prevista anche per le sedute dei consigli comunali, provinciali e metropolitani e delle giunte comunali, degli organi collegiali degli enti pubblici nazionali, degli organi degli enti e organismi del sistema camerale e degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado.

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