Aumentano i fondi destinati al Piano Casa: arrivano 1,2 miliardi dalla revisione del Pnrr,
inizialmente destinati a infrastrutture ferroviarie, e che non possono più essere impiegate nei
tempi imposti dal Piano. Lo prevede un emendamento dei relatori, presentato alla Camera,
dove il provvedimento potrebbe essere sottoposto venerdì al voto di fiducia, per poi passare al
Senato. Al momento le risorse, che non sono del tutto certe, visto che la Commissione europea
non ha ancora dato il via libera a Palazzo Chigi, non sono state destinate a una delle “tre
gambe” del Piano Casa (edilizia popolare, social housing ed edilizia privata con una riserva di
alloggi a prezzi calmierati) ma, più genericamente, «all’incremento dell’offerta di abitazioni
sociali e accessibili», uno “strumento aggiuntivo”, spiegano fonti vicine al dossier. La gestione
è affidata alla Cassa Depositi e Prestiti, che costituirà un “patrimonio” che ha già una
dotazione minima di 5 milioni per il 2026 e altrettanti per il 2027, e che canalizzerà le risorse
sul “Fondo nazionale dell’Abitare”, strumento attraverso il quale sono già stati gestiti
interventi per la costruzione di residenze universitarie e di alloggi. Gli interventi possibili
vanno dalle operazioni di recupero, riqualificazione energetica e rigenerazione urbana di
edifici già esistenti, alla “produzione di nuova offerta abitativa sociale”, destinata a chi non
rientra nei parametri stabiliti dalla legge per l’edilizia popolare o per il social housing. Per la
realizzazione la Cdp farà leva, come già sperimentato, su partnership pubblico-private. I
dettagli degli interventi verranno stabiliti da una convenzione che il ministero dei Trasporti
dovrà stipulare con Cassa Depositi e Prestiti Spa.