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Da 40 a 80 mila euro in otto anni: crescono i compensi

La pandemia ha avuto un impatto limitato sulle retribuzioni dei collaboratori degli studi legali d’affari, che hanno subito un ridimensionamento molto minore rispetto a quello osservato in altre categorie di professionisti. Il 2020, per molte boutique di servizi legali, è stato un anno complicato, ma si sono concluse lo stesso molte operazioni. Alcune law firm hanno registrato esercizi record e questo ha avuto ovviamente un riscontro positivo sui compensi.

Secondo la Salary Guide 2021 di Legalcommunity.it, che verrà pubblicata il 12 aprile su Mag e che L’Economia è in grado di anticipare, risulta in miglioramento, rispetto alla precedente analisi, il dato relativo all’andamento delle retribuzioni dei collaboratori nel corso dei primi otto anni di lavoro all’interno degli studi legali d’affari.

«Mediamente, nell’arco dei primi tre anni di attività in studio, un collaboratore porta a casa un compenso annuo di 39 mila euro, in aumento del 6% rispetto a quanto rilevato per il 2018 — spiega Nicola Di Molfetta, direttore di Legalcommunity.it e del quindicinale digitale Mag —. Tra il quarto e il quinto anno di attività, il compenso medio riconosciuto ai collaboratori risulta invece pari a 58.500 euro». In questo caso la crescita è del 10%.

Analizzando invece gli anni dal sesto all’ottavo, il periodo in cui un avvocato cresce in maniera importante in termini di seniority, il compenso arriva a 81 mila euro di compenso medio, in aumento del 9%.

Il divario

Ma come noto gli studi legali d’affari sono una componente minoritaria del panorama legale nazionale. Il 57% degli studi che ha partecipato alla rilevazione di Mag ha poi dichiarato di non aver rivisto la scala dei compensi degli associati, ma in alcuni casi si tratta della parte fissa del compenso. In molti casi invece la parte variabile è stata congelata e in alcuni è stata pagata in un secondo tempo.

Oltre a questi dati va però segnalato che persiste il pay gap tra donne e uomini, con le avvocatesse che in media incassano il 55% in meno rispetto ai colleghi maschi (dati La Previdenza Forense). Un segnale giunge da Agi (Avvocati giuslavoristi italiani) che per la prima volta elegge una donna come presidente. Si tratta di Tatiana Biagioni. Consigliera di parità della Provincia di Milano dal 2002 al 2013, dal 2015 presiede il Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Milano. «Negli studi legali le donne non sono quasi mai al vertice, hanno problemi di carriera e ricoprono spesso ruoli subalterni», dice Biagioni.

I primi step della carriera legale non sono semplici, per entrambi i sessi. Tornando alla Salary Guide di Legalcommunity, «un praticante al primo anno percepisce 1.403 euro mensili, in calo del 12% rispetto al 2018 — continua Di Molfetta —. Negli anni successivi al primo la retribuzione aumenta ma è inferiore a quella riscontrata nell’edizione precedente della ricerca. Al secondo anno arriva mediamente intorno ai 1.800 euro (-7%), mentre al terzo supera di poco i duemila (-12%)». Compensi più bassi rispetto anche per consulenti e partner stipendiati.

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