19.10.2026

Crisi finanziarie, prestiti rapidi

  • Italia Oggi

Velocizzare le procedure dei Confidi nel supportare finanziariamente Pmi, professionisti e famiglie in temporanea crisi finanziaria, fornire liquidità immediata alle imprese in difficoltà impedendo il ricorso a canali di credito informali o illegali, possibilità di ricorrere a microfinanziamenti fino a 40.000 euro che potranno essere concessi direttamente anche dagli stessi Confidi.

Sono queste le principali novità contenute nelle nuove Linee guida (diffuse il 5 ottobre 2026 dall’Abi con un comunicato sul sito del Ministero dell’economia e finanze) per l’adeguamento delle convenzioni con Confidi, associazioni e fondazioni funzionali all’operatività della Riforma del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura istituito presso il Mef.

Oltre a mettere in campo semplificazioni operative per istruttorie ed erogazioni e ad ampliare gli strumenti finanziari a sostegno di imprese e famiglie in condizioni di vulnerabilità economica, le nuove linee guida del Fondo antiusura – in attuazione della riforma introdotta dalla legge di bilancio 2025 (n. 207/2024) – delineano due distinti percorsi operativi:

– convenzioni tra banche e Confidi (Consorzi di garanzia collettiva dei fidi) dedicate agli interventi e ai finanziamenti per le imprese;

– convenzioni tra banche e associazioni o fondazioni antiusura dedicate al supporto e all’accesso al credito per le famiglie.

Per quanto riguarda i Confidi, i tempi per l’attivazione delle garanzie per accedere al credito bancario da parte delle Pmi saranno più rapidi e snelli e i fondi antiusura da utilizzare a favore dei soggetti finanziariamente vulnerabili saranno protetti e isolati dai rischi della gestione ordinaria degli stessi organismi di garanzia.

Oltre alle semplificazioni sul piano operativo per i Confidi, le Linee guida hanno standardizzato le procedure di escussione delle garanzie “a prima richiesta” per velocizzare i tempi di liquidazione del danno a favore delle banche in caso di insolvenza del debitore.

Le nuove linee guida. Le nuove linee guida diffuse il 5 ottobre 2026, va precisato, non sostituiscono il decreto Mef del 27 febbraio 2026 (né le linee guida operative dal 15 giugno 2026) o i relativi provvedimenti attuativi, ma rappresentano lo strumento pratico per chiarire gli aspetti più strettamente operativi per dare effettiva e puntuale esecuzione alla Riforma.

In sintesi, mentre il decreto Mef ha ridisegnato l’architettura legale ed economica del Fondo, le linee guida del 5 ottobre 2026 forniscono i “binari operativi” bancari affinché i nuovi finanziamenti (fino a 40.000 euro per i diretti e ampliati anche a intermediari e microcredito) possano essere erogati concretamente sul territorio.

In pratica, in attuazione della riforma introdotta dalla legge di bilancio 2025, le nuove linee guida prevedono:

– ampliamento dei soggetti finanziatori: oltre alle banche tradizionali, l’accesso è aperto a nuovi intermediari finanziari e operatori del microcredito;

– nuove tipologie di operazioni: vengono estese la durata e le tipologie di finanziamento ammissibili, includendo strumenti come il microcredito;

– scambio di informazioni e coordinamento: si rafforza la cooperazione tra istituzioni e banche per monitorare meglio la situazione debitoria e socioeconomica dei richiedenti, intercettando tempestivamente i rischi di sovraindebitamento e usura;

– adempimenti e requisiti: vengono standardizzati i documenti richiesti (dati anagrafici, certificazione dei redditi, situazione debitoria complessiva e descrizione dettagliata dello stato di temporanea difficoltà economica).

Ampliati finanziatori e tipologie di finanziamento. La riforma del Fondo per la prevenzione dell’usura supportata dalle nuove linee guida Abi-Mef ha significativamente ampliato sia i soggetti finanziatori sia le tipologie di finanziamento ammissibili, al fine di rendere l’accesso al credito legale più rapido, snello e inclusivo per famiglie, professionisti e pmi in condizioni di vulnerabilità economica.

Nuovi finanziatori. Oltre alle banche, la gestione del Fondo e l’erogazione del credito sono state aperte a un panel più ampio di attori finanziari:

– intermediari finanziari iscritti all’albo;

– operatori di microcredito specializzati;

– Confidi: questa rappresenta una delle novità più significative in quanto questi organismi di garanzia abilitati possono ora erogare direttamente finanziamenti attingendo alle risorse del Fondo, senza l’obbligo di passare attraverso l’intermediazione di una banca.

Nuove tipologie di finanziamento. Le linee guida ridefiniscono e potenziano gli strumenti operativi coperti dalle garanzie statali del Fondo:

– credito diretto dei Confidi: finanziamenti concessi direttamente dai Confidi fino a un massimo di 40.000 euro per singola operazione, riducendo i tempi di attesa burocratici;

– microcredito d’impresa potenziato (garantito dal Fondo Pmi): finanziamenti mirati a microimprese, professionisti e partita Iva a rischio esclusione finanziaria, con un massimale fino a 75.000 euro (estendibile fino a 100.000 euro per le srl sotto specifiche condizioni);

– microcredito sociale (per privati/famiglie): finanziamenti fino a 25.000 euro destinati a persone fisiche e nuclei familiari in temporanea difficoltà, volti a coprire spese di sussistenza o a ristrutturare piccoli debiti;

– finanziamenti a lungo termine/consolidamento debiti: è stata estesa la durata massima dei piani di ammortamento, che ora possono arrivare fino a 10 anni (120 mesi). Questo permette di ristrutturare le posizioni debitorie pregresse (anche in presenza di segnalazioni negative nelle centrali rischi) in un’unica rata mensile sostenibile

Finanziamenti fino a 40.000 euro. La riforma del Fondo di prevenzione dell’usura (divenuta operativa il 15 giugno 2026 in attuazione del decreto ministeriale del 27 febbraio 2026 e della legge di bilancio 2025) ha trasformato i Confidi in soggetti erogatori diretti di credito. Le nuove linee guida diffuse da Mef e Abi disciplinano i seguenti aspetti operativi del Fondo:

– erogazione diretta senza intermediari bancari: i Confidi accreditati possono concedere prestiti in via diretta a microimprese, professionisti, pmi e famiglie in temporanea difficoltà finanziaria, senza passare per una banca;

– importo massimo: il tetto massimo del finanziamento diretto è di 40.000 euro;

– destinatari: imprese, lavoratori autonomi e nuclei familiari a rischio di esclusione finanziaria o sovraindebitamento che hanno difficoltà ad accedere ai canali di credito tradizionali;

– garanzie e tutela: il sistema prevede l’introduzione di garanzie “a prima richiesta” e una garanzia statale di ultima istanza a valere sul Fondo Mef;

– gestione digitalizzata e trasparenza: le procedure avvengono tramite un nuovo applicativo informatico digitalizzato. Sono imposti obblighi di conti separati, risorse pubbliche impignorabili, limiti prudenziali e standard di costo calmierati;

– tempistiche e transizione:

i) Confidi operativi con il vecchio regime possono continuare a rilasciare le vecchie garanzie fino al 31 dicembre 2026, termine entro cui devono completare il nuovo accreditamento;

ii) per le associazioni e fondazioni antiusura, l’adeguamento scade il 26 febbraio 2027.

Le semplificazioni. Le semplificazioni operative, uno dei pilastri della riforma del Fondo antiusura e delle nuove linee guida, prevedono:

– la velocizzazione dei tempi di istruttoria: viene ridotto il carico burocratico della documentazione richiesta per accelerare l’erogazione delle tutele ai soggetti vulnerabili;

– procedure di “saldo e stralcio”: le linee guida chiariscono come gestire i crediti deteriorati senza bloccare i Confidi in contenziosi infiniti, salvaguardando la natura pubblica del Fondo;

– erogazione snella del credito diretto: sono previsti minori passaggi intermedi per i finanziamenti di piccola entità gestiti direttamente dagli enti per prevenire l’esclusione finanziaria.

Sul piano procedurale sono stati inoltre definiti due schemi standard di convenzione che banche, confidi e fondazioni devono adottare per sbloccare l’accesso concreto ai finanziamenti garantiti dal rinnovato Fondo di prevenzione del fenomeno dell’usura. Si tratta del modello banche-Confidi (focalizzato sulle operazioni e i finanziamenti destinati alle pmi in temporanea difficoltà finanziaria) e del modello banche-fondazioni/associazioni antiusura (tarato sulla gestione del microcredito e dei prestiti di soccorso mirati alle famiglie e ai soggetti privati vulnerabili).

Differenze tra le vecchie e le nuove linee guida. Le nuove Linee guida rispetto alle precedenti introducono avanzamenti operativi:

a) il decreto 27 febbraio 2026 aveva introdotto il principio delle garanzie pubbliche “a prima richiesta”; le nuove linee guida standardizzano le procedure di escussione e recupero per velocizzare i tempi di liquidazione del danno in caso di insolvenza del debitore;

b) le norme Mef prevedevano un “Applicativo” per la gestione digitalizzata delle risorse; le nuove linee guida regolano il coordinamento telematico banche-Confidi e fondazioni per ridurre i tempi di risposta per famiglie e Pmi a rischio usura;

c) il quadro Mef obbligava i gestori a mantenere l’impignorabilità delle risorse antiusura; le nuove linee guida proteggono e isolano i fondi antiusura dai rischi di gestione ordinaria dei Confidi.