09.01.2026 Icon

Linee guida del Ministero per l’Intelligenza Artificiale nel modo del lavoro: una roadmap verso l’innovazione nel rispetto dei diritti fondamentali

Con decreto ministeriale n. 170 del 17 dicembre 2025, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato le “Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro” con lo scopo di promuovere l’adozione consapevole e responsabile dell’IA all’interno dei contesti lavorativi.

Il documento vuole porre l’accento sull’importanza della supervisione e dell’intervento del lavoratore dal momento che, con particolare riferimento ad alcuni ambiti, il giudizio umano resta comunque insostituibile, seppur supportato da sistemi automatici.

L’obiettivo delle linee guida è sia quello di guidare il mondo del lavoro durante un cambiamento che sarà fondamentale ma altresì quello di fare in modo che l’utilizzo dell’IA venga visto come un’opportunità e non come un mero strumento di sorveglianza e controllo o, addirittura, di sostituzione del lavoro umano.

Linee guida per le aziende e le PMI

Stante quindi l’impatto che l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale inevitabilmente avrà all’interno delle aziende e, in maniera diretta, sul lavoratore, il Ministero del Lavoro ha ritenuto opportuno intervenire per garantire che questo cambiamento sia equo, inclusivo e rispettoso dei diritti fondamentali, attraverso tre campi d’azione fondamentali:

  • formazione e sviluppo delle competenze, mediante percorsi formativi per i lavoratori;
  • tutela dei lavoratori, prevenendo discriminazioni e violazioni della privacy e assicurando che l’IA non venga utilizzata in maniera impropria senza trasparenza e supervisione umana;
  • riduzione del divario digitale, al fine di evitare il più possibile disuguaglianze territoriali, generazionali e sociali.

Per aiutare le imprese ad avere un approccio metodico e consapevole, che porti ad un vero e proprio processo trasformativo strutturato, è stata prevista una prima ipotesi di Roadmap articolata in sei fasi: valutazione preliminare, pianificazione strategica e governance, sperimentazione, implementazione e scaling, monitoraggio e risk management ed infine valorizzazione del capitale umano.

Linee guida per lavoratori autonomi

I liberi professionisti ed i piccoli imprenditori sono tra coloro che stanno già maggiormente sperimentando i sistemi di IA per efficientare la produttività ma, proprio in questo settore, il Ministero ritiene che l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale presenti già criticità relative al rischio di riduzione di opportunità lavorative e – con particolare riferimento ai settori che maggiormente prestano il fianco all’automazione – ad una maggiore competizione.

Al fine di facilitare l’adozione di strumenti di IA senza discriminazioni, vengono ipotizzate alcune soluzioni da adottare, quali ad esempio:

  • l’accesso a tecnologie IA open-source, permettendo a tutti i liberi professionisti di accedervi senza costi proibitivi;
  • la creazione di reti di supporto tra freelance al fine di condividere le best practices, come community, forum e associazioni di categoria;
  • formazione continua e aggiornamento costante.

Formazione e sviluppo delle competenze

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sottolinea poi quanto sia fondamentale il ruolo della giusta formazione affinchè i lavoratori giungano ad una consapevolezza digitale e si impegna sostenendo politiche attive del lavoro e strumenti di orientamento, favorendo così l’incontro tra domanda e offerta di competenze.

Detta formazione, però, dovrebbe avvenire su differenti livelli, coinvolgendo grandi imprese, PMI, lavoratori dipendenti e autonomi, focalizzando l’attenzione sui rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione in merito alla sicurezza dei dati e all’equità nei processi decisionali.

Finanziamenti e incentivi per l’adozione dell’IA

Il Governo italiano e l’Unione Europea hanno sviluppato una serie di incentivi e fondi volti a sostenere la transizione digitale e garantire che nessuna impresa o lavoratore venga lasciato indietro ed, in particolare, finalizzate a ridurre il divario tra Nord e Sud, coprire i costi legati alla digitalizzazione e all’acquisto di nuove tecnologie, finanziare la formazione dei lavoratori e tutelare i lavoratori a rischio di sostituzione automatizzata garantendo loro percorsi di transizione professionale.

Oltre al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, anche altri Ministeri sono intervenuti in supporto mettendo a disposizione ulteriori incentivi quali, ad esempio, quello per l’acquisizione di tecnologie IA da parte del Ministero del Imprese e del Made in Italy oppure l’avvio di un piano di formazione del valore di 100 milioni di Euro per la formazione di studenti e docenti annunciato dal Ministero dell’Istruzione del Merito.

Principi per un’IA etica e sostenibile nel lavoro

Nel vademecum vengono poi riepilogate le principali fonti normative vigenti dalle quali attingere obblighi specifici e i principi per l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in maniera sicura, protetta e affidabile che sono (i) trasparenza e responsabilità, (ii) equità e non discriminazione, (iii) riduzione del divario digitale e inclusione e (iv) sicurezza e tutela dei lavoratori.

Trattandosi di un argomento in continua e rapida evoluzione, tali linee guida saranno soggette ad un aggiornamento costante da parte dell’Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro.

I sistemi di IA all’interno del mondo del lavoro possono rappresentare infatti un forte strumento di crescita e innovazione ma il loro utilizzo deve essere responsabile e consapevole, garantendo la tutela dei lavoratori, la trasparenza nei processi decisionali e l’equità dell’accesso alle nuove tecnologie.

Si tratta però, altresì, di un cambiamento che porterà profonde implicazioni sul fronte del c.d. “capitale umano”, motivo per cui è necessario superare resistenze culturali che vedono l’intervento dell’IA come una minaccia e non come un’opportunità e lo scopo di tale vademecum è proprio quello di promuovere la cultura dell’Intelligenza Artificiale anche tra i lavoratori affinchè ne comprendano il valore aggiunto.

Utilizzare l’Intelligenza Artificiale in maniera corretta nel settore lavorativo, infatti, potrebbe notevolmente contribuire al rilancio economico del Paese e, per l’effetto, portare benefici concreti quali nuove opportunità lavorative e maggiore competitività delle imprese italiane a livello globale.

Autore Mariaserena Penta

Partner

Milano

s.penta@lascalaw.com

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