Cooperazione internazionale tra regolatori e autorità di bacino, integrazione tra servizi ambientali e ampliamento delle competenze sui rifiuti: sono questi i pilastri della decisione assunta in sede europea, che segna un’evoluzione del ruolo delle autorità di regolazione verso modelli sempre più integrati e multilivello, con l’avvio di un Protocollo d’Intesa tra WAREG e il network internazionale delle autorità di bacino nonché l’apertura al coordinamento anche sul fronte dei rifiuti.
Comunicato stampa Arera 19 giugno 2026
Cooperazione tra regolatori e autorità di bacino: verso una governance integrata
Il comunicato evidenzia la sottoscrizione, in occasione della 38ª Assemblea generale WAREG – Network Regolatori europei dei servizi idrici, del 17‑18 giugno 2026, di un Protocollo d’Intesa con l’International Network of Basin Organizations (INBO), finalizzato a rafforzare il dialogo tra regolazione economica e pianificazione di bacino.
L’accordo si colloca in un contesto in cui la gestione delle risorse idriche è sempre più influenzata da fattori esogeni – tra cui pressioni climatiche e fabbisogni di investimento – che richiedono una coordinazione stabile tra livelli decisionali differenti. In tale quadro, il Memorandum rappresenta un primo passo verso una governance integrata, volta a superare la tradizionale separazione tra funzione regolatoria e pianificazione territoriale, favorendo strumenti di cooperazione strutturata e permanente.
Gli ambiti di intervento: resilienza, investimenti e accessibilità
L’intesa individua una serie di ambiti strategici di collaborazione: resilienza dei sistemi idrici, governance multilivello, finanziamento sostenibile, accessibilità economica dei servizi e attuazione della normativa europea in materia di acque.
Il dato più rilevante è rappresentato dalla centralità attribuita al coordinamento tra regolazione economica e pianificazione di bacino, considerato un “fattore abilitante” per l’efficacia delle politiche pubbliche. In termini operativi, ciò si traduce nella possibilità di allineare strumenti tariffari, programmazione degli investimenti e obiettivi ambientali, con benefici attesi in termini di efficienza e sostenibilità del servizio.
In questa prospettiva si inserisce anche l’intenzione del Collegio Arera, di promuovere accordi analoghi a livello nazionale con le Autorità distrettuali di bacino, a conferma di un orientamento volto a replicare il modello cooperativo anche sul piano interno.
L’estensione ai rifiuti: un nuovo perimetro della regolazione
Accanto al rafforzamento della cooperazione internazionale, l’Assemblea generale WAREG ha deliberato l’integrazione delle competenze relative al settore dei rifiuti all’interno del proprio quadro istituzionale.
Si tratta di una decisione significativa, che riflette una tendenza ormai consolidata nei sistemi di regolazione europei: la progressiva convergenza tra servizi ambientali essenziali (acqua, reflui e rifiuti), considerati sempre più interdipendenti sia sotto il profilo infrastrutturale sia sotto quello regolatorio.
L’estensione di competenza non appare meramente formale, ma funzionale a sviluppare approcci regolatori integrati, capaci di intercettare le interconnessioni tra cicli ambientali e di favorire economie di scala nella definizione delle politiche tariffarie e degli standard di servizio.
Profili evolutivi e spunti critici
L’iniziativa descritta nel comunicato si inserisce in un più ampio processo di trasformazione del ruolo delle autorità di regolazione, sempre meno limitato alla determinazione delle condizioni economiche di accesso ai servizi e sempre più orientato alla costruzione di modelli di governance complessi.
Resta tuttavia aperto il tema del bilanciamento tra integrazione e specializzazione: l’ampliamento del perimetro regolatorio comporta il rischio di una eccessiva diluizione delle competenze, che potrebbe incidere sulla capacità di presidiare in modo puntuale i singoli settori.
Al tempo stesso, la scelta di promuovere sinergie tra acqua e rifiuti appare coerente con l’evoluzione del diritto europeo e con le esigenze di sostenibilità, suggerendo un possibile consolidamento di modelli regolatori “cross‑settoriali”, destinati a incidere anche sulle future scelte normative e organizzative a livello nazionale.
24.08.2026