13.07.2026 Icon

Piano gas 2025-2034: ARERA alza l’asticella sugli investimenti

La programmazione delle infrastrutture gas non è più soltanto una questione di sviluppo della rete, ma è diventata un banco di prova per verificare efficienza degli investimenti, coerenza con la transizione energetica e sostenibilità tariffaria. Con la deliberazione n. 234/2026/R/GAS del 2 luglio 2026, ARERA ha concluso la valutazione del Piano decennale di sviluppo delle reti di trasporto del gas naturale 2025, esprimendo un generale nulla osta agli interventi programmati ma riservandosi valutazioni negative o sospensive su alcuni progetti ritenuti non sufficientemente giustificati. Il provvedimento conferma un approccio regolatorio sempre più rigoroso: la realizzazione dell’opera non coincide automaticamente con il diritto al riconoscimento tariffario, che resta subordinato alla dimostrazione della sua utilità, economicità ed efficienza.

Deliberazione n. 234/2026/R/GAS del 2 luglio 2026

Il Piano da 18 miliardi e il ruolo del vaglio regolatorio

Il Piano 2025 prevede investimenti per circa 18 miliardi di euro nel periodo 2025-2034, cui si aggiungono ulteriori 2,4 miliardi oltre l’orizzonte di piano. L’Autorità evidenzia come la quasi totalità della spesa sarà riservata principalmente ad interventi di sviluppo della rete, opere di sicurezza e programmi di sostituzione delle infrastrutture esistenti.

Nel ricostruire il quadro normativo di riferimento, ARERA ribadisce che la valutazione del Piano costituisce uno strumento essenziale per verificare la conformità degli investimenti ai criteri di efficienza richiesti dalla regolazione tariffaria. Un passaggio particolarmente significativo riguarda l’affermazione secondo cui nessun affidamento può essere riposto dagli operatori sull’integrale riconoscimento tariffario di opere che non soddisfino tali criteri, anche quando le stesse abbiano già ottenuto le necessarie autorizzazioni amministrative. La funzione autorizzativa e quella regolatoria restano, dunque, nettamente distinte: spetta esclusivamente all’Autorità valutare se il costo dell’investimento possa essere trasferito agli utenti del sistema attraverso le tariffe.

Scenari, costi e trasparenza: le criticità evidenziate

Una parte rilevante della deliberazione è dedicata alla qualità degli strumenti utilizzati per pianificare gli investimenti. Pur riconoscendo che il Piano risulta sostanzialmente coerente con il TYNDP – Ten-Year Network Development Plan, il Piano decennale europeo di sviluppo delle reti energetiche, ARERA rileva alcune incongruenze, in particolare con riferimento alle ipotesi sulla domanda di gas, sulla produzione di biometano e sul ruolo dell’idrogeno. L’Autorità richiede quindi una più puntuale rappresentazione delle differenze rispetto agli scenari europei e un maggiore allineamento alle indicazioni del PNIEC – Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2024.

Analoghe osservazioni riguardano la rappresentazione dei costi e degli impatti tariffari. Secondo ARERA, le informazioni contenute nei diversi documenti che compongono il Piano non risultano sempre pienamente coerenti e riconciliabili; inoltre, l’impatto tariffario degli investimenti potrebbe essere illustrato con maggiore trasparenza, evidenziando le assunzioni sottostanti, distinguendo i progetti già giunti alla decisione finale di investimento (FID) e chiarendo il perimetro delle infrastrutture considerate.

Un segnale al settore: più investimenti non significa automaticamente più tariffe

La deliberazione offre un’indicazione chiara agli operatori. L’epoca nella quale la crescita degli investimenti infrastrutturali comportava quasi automaticamente il riconoscimento in tariffa appare definitivamente superata. L’Autorità rivendica un ruolo sostanziale nella selezione degli interventi, utilizzando in modo sempre più incisivo gli strumenti dell’analisi costi-benefici e della verifica indipendente.

La decisione assume rilievo anche in prospettiva futura. Da un lato, il Piano conferma il ruolo della rete gas nella sicurezza degli approvvigionamenti e nell’integrazione dei gas rinnovabili; dall’altro, la regolazione impone che ogni progetto sia dimostrabilmente coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione, con l’evoluzione della domanda e con il principio di efficienza economica. In questo senso, il provvedimento rappresenta un ulteriore passo verso una pianificazione infrastrutturale più selettiva, trasparente e strettamente collegata agli effetti che gli investimenti producono sui consumatori finali.

Autore Erica Aprile

Associate

Milano

e.aprile@lascalaw.com

Desideri approfondire il tema Utilities ?

Contattaci subito