Il mercato vita italiano chiude il primo semestre 2026 con un quadro complessivamente più solido rispetto a un anno fa: la raccolta netta resta positiva e migliora, le uscite diminuiscono grazie soprattutto al rallentamento dei riscatti e lo stock delle riserve tecniche supera i 912 miliardi di euro. Dietro il dato aggregato emergono però dinamiche differenti tra i rami: il ramo I mantiene un saldo positivo nonostante il calo dei premi, mentre il ramo III beneficia sia della crescita della raccolta sia, soprattutto, dell’andamento favorevole degli attivi finanziari. È questa la fotografia che restituisce l’ultimo ANIA Trends – Flussi e riserve vita pubblicato il 4 settembre scorso ed aggiornato al secondo trimestre 2026.
Migliora il saldo tra premi e prestazioni
Nei primi sei mesi del 2026 il saldo tra premi incassati e pagamenti per riscatti, scadenze, rendite e sinistri è stato positivo per 3,6 miliardi, contro i 2,9 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il miglioramento non deriva però da un’accelerazione della raccolta: i premi contabilizzati si fermano infatti a 60,6 miliardi, in calo dell’1,2%. A fare la differenza è soprattutto la contrazione delle uscite, scese del 2,6% a 57 miliardi.
Il dato più interessante riguarda i riscatti, che rappresentano ancora il 73% dei pagamenti complessivi ma diminuiscono del 5,1%, a 41,9 miliardi. L’indice mensile di riscatto, dopo aver sfiorato lo 0,9% tra febbraio e marzo, si è progressivamente ridotto nel secondo trimestre, attestandosi mediamente intorno allo 0,75%. Anche su base annualizzata l’indice scende all’8,79%, dal 9,18% del 2025. Si tratta di un segnale rilevante per il settore, dopo la forte pressione sulle uscite registrata soprattutto nel biennio 2023-2024, anche se ANIA ricorda opportunamente che, nelle polizze a vita intera, i riscatti rappresentano in larga misura decisioni di disinvestimento piuttosto che vere e proprie risoluzioni anticipate del contratto.
Ramo I più stabile, ramo III torna a crescere
Il dettaglio per ramo mostra una progressiva normalizzazione del mercato. Il ramo I registra una raccolta netta positiva per 1,4 miliardi, sostanzialmente in linea con quella del primo semestre 2025, nonostante una riduzione dei premi del 5,4%, a 36,6 miliardi. La tenuta del saldo è favorita dalla contemporanea diminuzione degli oneri, pari al 5,8%.
Più dinamico il ramo III, dove i premi crescono dell’8,5% e raggiungono 20,9 miliardi. La raccolta netta sale così a 1,4 miliardi, rispetto agli 0,6 miliardi di un anno prima. Il dato segnala una rinnovata capacità dei prodotti unit linked di intercettare la domanda, ma l’elemento più significativo riguarda lo stock delle riserve: a fine giugno quelle di ramo III raggiungono 288 miliardi, con un incremento di 17,7 miliardi dall’inizio dell’anno. Solo 1,4 miliardi sono però riconducibili al saldo tecnico; oltre 16 miliardi derivano invece dalla rivalutazione degli attivi sottostanti.
È una distinzione importante anche in chiave prospettica: l’espansione delle riserve non coincide necessariamente con una crescita della nuova raccolta, ma può riflettere in misura molto significativa la componente finanziaria delle prestazioni assicurative.
Riserve record e distribuzione ancora bancocentrica
A fine giugno le riserve tecniche vita raggiungono 912,9 miliardi, in aumento del 5,4% su base annua. Il 63% è riferibile al ramo I e il 32% al ramo III. Nel semestre lo stock complessivo cresce di 23,2 miliardi, a fronte di una raccolta netta di 3,6 miliardi: quasi 20 miliardi della variazione sono quindi riconducibili ai rendimenti attribuiti agli assicurati e, in particolare, alla valorizzazione degli attivi delle polizze di ramo III.
Resta inoltre molto forte il peso della distribuzione bancaria e postale, che raccoglie il 60% dei premi vita, pari a 36,6 miliardi, con quote ancora superiori nel ramo I e nel ramo III. I prodotti multiramo mantengono un ruolo centrale, con premi per 23,4 miliardi e riserve per 280,5 miliardi, pari al 31% del totale delle riserve vita, anche se nel semestre la raccolta premi diminuisce dell’8,1% e il saldo netto scende da 7,4 a 5,2 miliardi.
La fotografia di metà 2026 è dunque quella di un mercato che ha assorbito almeno in parte le tensioni sui riscatti degli ultimi anni e torna a generare raccolta netta positiva. Ma il dato sulle riserve suggerisce di leggere con attenzione la crescita: una parte consistente dell’incremento dipende dalla componente finanziaria e rende ancora più evidente, soprattutto nei prodotti di ramo III, la stretta relazione tra risultati assicurativi e andamento dei mercati. Per imprese e distributori il punto centrale sarà quindi verificare se il miglioramento dei flussi riuscirà a consolidarsi anche in presenza di condizioni finanziarie meno favorevoli.
09.09.2026