27.05.2026 Icon

Rc auto, il caro-polizze rallenta ma non si ferma

Il nuovo report IPER dell’IVASS fotografa un mercato r.c. auto ancora in tensione, ma con un segnale importante: i premi continuano a crescere, però a un ritmo più contenuto rispetto agli ultimi due anni. Nel quarto trimestre 2025 il prezzo medio per le autovetture raggiunge 432 euro, con un aumento annuo del 3,5% in termini nominali e del 2,3% in termini reali. Il dato resta quindi sfavorevole per gli assicurati, ma indica un raffreddamento della corsa dei prezzi, dopo il +6,6% registrato nel 2024 e il +7,8% del 2023. Il quadro che emerge è duplice: da un lato il mercato sembra allontanarsi dalla fase più acuta dei rincari; dall’altro, permangono forti differenze territoriali e una crescita molto più marcata per ciclomotori e motocicli.

Premi auto: aumenti più lenti, ma prezzi ancora elevati

Il primo dato da leggere è quello generale: il premio medio r.c. auto per le autovetture si attesta a 431,8 euro. La soglia psicologica dei 400 euro è ormai ampiamente superata e il confronto con il 2021, quando il premio medio era pari a 360,1 euro, restituisce con immediatezza la portata della risalita.

La notizia positiva, se così si può dire, è che la curva dei rincari perde intensità. L’aumento del 3,5% è quasi la metà di quello osservato nel quarto trimestre 2024. Non siamo quindi davanti a un’inversione di tendenza, ma a una decelerazione. Per famiglie e imprese resta comunque un costo obbligatorio in crescita, con margini di scelta limitati: la copertura r.c. auto non è una spesa comprimibile, ma una condizione necessaria per circolare.

Il dato impone anche una riflessione pratica. In un mercato in cui i listini restano sostenuti, diventa sempre più importante confrontare le offerte, verificare le garanzie accessorie effettivamente utili e controllare con attenzione le condizioni contrattuali, evitando che lo sconto applicato nasconda franchigie, limitazioni o formule di guida poco adatte alle esigenze dell’assicurato.

Il peso del territorio: Napoli resta lontana da Aosta

La geografia continua a incidere in modo decisivo sul prezzo della polizza. Secondo IVASS, metà delle province registra premi medi inferiori a 404 euro, ma i livelli più elevati si concentrano soprattutto in Toscana, Lazio e Campania. A livello provinciale, gli incrementi annui vanno dallo 0% al +8,5%, con i rialzi maggiori a Enna, Roma, Frosinone, Milano e Novara.

Il dato più significativo resta però il differenziale territoriale: a Napoli il premio medio supera di 252 euro quello di Aosta. Il divario è stabile rispetto al quarto trimestre 2024, ma si è ridotto del 50,4% rispetto al 2012. È un risultato non trascurabile, perché mostra che nel lungo periodo qualcosa si è mosso. Tuttavia, la permanenza di un differenziale così ampio segnala che il luogo di residenza continua a pesare molto sulla tariffazione.

Qui si apre il profilo più critico. La personalizzazione del rischio è fisiologica nel settore assicurativo, ma quando le differenze territoriali restano così marcate occorre interrogarsi sull’equilibrio tra corretta valutazione statistica e sostenibilità sociale del premio. Il rischio, soprattutto nelle aree già economicamente più fragili, è che il costo della copertura diventi un ulteriore fattore di diseguaglianza.

Scatola nera, sconti e canali: mercato ancora tradizionale

La scatola nera resta stabile: il tasso di penetrazione è pari al 17,7%. La diffusione è però molto più alta in alcune province del Mezzogiorno, come Caserta, dove arriva al 59,5%, e Napoli, dove raggiunge il 48,1%. Il dato conferma che gli strumenti telematici sono utilizzati soprattutto nei territori a premio più elevato, dove possono rappresentare una leva di contenimento dei costi.

Sul fronte commerciale, il 91,3% dei contratti prevede uno sconto. Lo sconto medio è pari a 226 euro, cioè il 40% del premio di tariffa, e la componente commerciale rappresenta il 68% dello sconto medio. È un elemento rilevante: il prezzo finale non coincide quasi mai con il prezzo di listino e la trattativa, diretta o mediata, continua ad avere un ruolo centrale.

Anche la distribuzione conferma un mercato ancora fortemente legato al canale tradizionale. Le agenzie intermediano l’86% dei contratti auto, mentre banca e posta pesano per l’11,1% e il canale diretto appena per il 3%. Nonostante la digitalizzazione dei servizi finanziari, nella r.c. auto il rapporto con l’intermediario conserva dunque un peso determinante.

Due ruote: il vero fronte caldo dei rincari

La parte più sensibile del report riguarda ciclomotori e motocicli, inclusi nell’indagine IPER a partire da ottobre 2024. I premi medi sono pari a 355 euro per i motocicli e 236 euro per i ciclomotori, ma gli incrementi annui sono molto più elevati rispetto alle autovetture: +11,3% per i motocicli e +8,6% per i ciclomotori.

Il dato è particolarmente rilevante perché colpisce un segmento spesso utilizzato per esigenze quotidiane di mobilità urbana. Anche qui pesa la dimensione territoriale: per i veicoli a due ruote, le province più costose si concentrano prevalentemente nel Sud e in Sicilia, mentre nel resto d’Italia risultano più onerose Roma, Latina, Firenze, Prato e Genova. Gli aumenti sono molto disomogenei: si passa dal +3,4% di Sondrio al +24,8% di Crotone.

In conclusione, il report IVASS restituisce un mercato meno surriscaldato rispetto al biennio precedente, ma non ancora normalizzato. La r.c. auto rallenta la corsa, ma resta cara; le differenze territoriali si riducono nel lungo periodo, ma continuano a pesare; le due ruote, infine, mostrano rincari che meritano particolare attenzione regolatoria e concorrenziale. Per gli assicurati, il messaggio pratico è chiaro: rinnovare automaticamente la polizza è sempre meno conveniente. Confrontare, negoziare e leggere le condizioni resta la prima forma di tutela.

Autore Laura Pelucchi

Partner

Milano

l.pelucchi@lascalaw.com

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