02.09.2026 Icon

Antifrode IVASS: più dati, nuova vigilanza

Il 2026 segna un cambio di passo nella vigilanza antifrode sulla r.c. auto, perché la Relazione Antifrode 2024, pubblicata dall’IVASS il 26 agosto, descrive un sistema alimentato da volumi crescenti di dati e da strumenti di analisi più evoluti, ai quali non sempre corrisponde un analogo miglioramento dei risultati operativi. La Consultazione n. 2/2026 completa questo quadro, proponendo un modello di segnalazione che punta a misurare non soltanto quanti casi vengano intercettati, ma anche come le imprese organizzino persone, processi e controlli. La sfida, dunque, non consiste semplicemente nell’acquisire più informazioni, bensì nel trasformarle in prevenzione, selezione dei sinistri sospetti e iniziative giudiziarie efficaci.

La selezione dei casi e i risultati ancora limitati

Nel 2024 le imprese hanno assicurato 44,2 milioni di unità di rischio, in aumento dell’1,5%, e ricevuto 2,509 milioni di denunce di sinistro, con una crescita dello 0,7%. All’interno di questo perimetro, i sinistri esposti al rischio frode sono stati 613 mila, in calo del 6%; 292 mila sono stati sottoposti ad approfondimento e 38 mila sono stati chiusi senza seguito grazie all’attività antifrode, pari al 13% dei casi esaminati, mentre soltanto 2.938 sinistri hanno dato luogo a denuncia o querela, il 5% in meno rispetto al 2023. Rimane inoltre molto disomogenea la distribuzione territoriale, poiché la maggiore incidenza dei fenomeni sospetti si concentra in Campania e in altre province meridionali, mentre il Nord-Est presenta i valori più contenuti.

I dati descrivono quindi una progressiva selezione lungo la filiera antifrode: da una platea molto ampia di segnalazioni si passa a un numero più contenuto di approfondimenti e, infine, a una quota assai ridotta di casi capaci di produrre un effetto economico o giudiziario. Il risparmio stimato per le compagnie scende del 6%, attestandosi a 202,5 milioni di euro, mentre dei 15.538 procedimenti penali avviati dal 2018 al 2024 per fatti connessi alla liquidazione dei sinistri soltanto il 43% risulta concluso. Tempi ed esiti confermano, pertanto, la necessità di una selezione iniziale accurata e ben documentata, accompagnata da un raccordo stabile tra funzioni antifrode, strutture liquidative e uffici legali.

Più tecnologia, ma il dato deve diventare azione

Parallelamente cresce l’infrastruttura informativa, dal momento che nel 2024 la Banca Dati Sinistri ha ricevuto oltre 19 milioni di comunicazioni, il 12% in più rispetto all’anno precedente, mentre le consultazioni dell’Archivio Integrato Antifrode da parte delle compagnie hanno sfiorato i 2 milioni, con un incremento dell’11%. L’AIA ha complessivamente elaborato 4,8 milioni di segnalazioni, contro i 4,3 milioni del 2023, e nel 27% dei casi l’indicatore di anomalia è risultato medio o alto; a questi strumenti si aggiunge la network analysis, utilizzata per ricostruire collegamenti tra persone, veicoli e gruppi di sinistri, con particolare attenzione ai furti d’identità, alle mini-volture e alle intestazioni fittizie.

La crescita quantitativa, tuttavia, non coincide automaticamente con una maggiore efficacia, come dimostrano le anomalie riscontrate negli accessi alla BDS, rispetto alle quali l’IVASS ha richiamato le imprese al rispetto del Regolamento n. 23/2016 e del GDPR. Qualità, tracciabilità e legittimità delle consultazioni diventano così componenti essenziali del presidio antifrode, perché un indicatore può essere realmente utile soltanto se risulta comprensibile, verificabile e correttamente impiegato nei processi decisionali, e non quando rappresenta il semplice risultato di un’elaborazione algoritmica.

Il nuovo modello: dall’adempimento alla governance

Lo schema sottoposto a consultazione il 23 marzo 2026, destinato a sostituire il Regolamento ISVAP n. 44/2012, prevede quattro prospetti numerici e un questionario qualitativo da trasmettere attraverso INFOSTAT. La rilevazione viene estesa ai sinistri disconosciuti, ai pagamenti CARD effettuati in difformità rispetto agli accertamenti, ai contratti annullati per furto d’identità o intestazione fittizia, nonché alla partecipazione delle imprese ai procedimenti penali e ai relativi esiti; il questionario porta inoltre sotto osservazione l’assetto della funzione antifrode, le risorse impiegate, la formazione, l’outsourcing, i controlli assuntivi, gli indicatori interni, il monitoraggio dei fiduciari e l’utilizzo dei dispositivi telematici.

Il passaggio più rilevante per il mercato consiste, dunque, nella trasformazione della relazione annuale, approvata dall’organo amministrativo, in una vera mappa della governance antifrode e non più in una semplice raccolta statistica. Sebbene l’IVASS ritenga che la riforma non comporti costi addizionali significativi, poiché INFOSTAT è già utilizzata e i dati richiesti sarebbero in larga parte disponibili, sul piano operativo le compagnie dovranno assicurare coerenza tra sistemi assuntivi, liquidativi, CARD, contenzioso e reporting. Il successo del nuovo modello dipenderà pertanto meno dal tracciato informatico e più dalla capacità delle imprese di assegnare responsabilità chiare, presidiare la qualità dei dati e misurare gli esiti delle attività svolte, affinché l’aumento delle segnalazioni possa tradursi in un’effettiva riduzione delle frodi.

Autore Laura Pelucchi

Partner

Milano

l.pelucchi@lascalaw.com

Desideri approfondire il tema Diritto Assicurativo ?

Contattaci subito