L’11 febbraio scorso, la Banca Centrale Europea (BCE) ha pubblicato – nell’ambito del progetto Next Level Supervision – l’analisi dal titolo “A risk-based approach to asses NPLs” in forza della quale ha adottato una significativa modifica al proprio approccio di vigilanza sui crediti deteriorati, riducendo alcuni obblighi di supervisione e introducendo nuove modalità di gestione delle aspettative di copertura prudenziale per le banche dell’area euro.
Sino allo scorso anno, infatti, nell’ambito dello SREP (Supervisory Review and Evaluation Process) la BCE comunicava annualmente alle banche raccomandazioni circa il livello minimo di copertura prudenziale degli NPLs presenti nei loro bilanci. Tali raccomandazioni servivano a garantire che le istituzioni mantenessero livelli adeguati di accantonamenti, a fronte della potenziale perdita su crediti in sofferenza o deteriorati.
Dal 2026 è prevista invece l’introduzione di un cambiamento volto ad una supervisione più snella:
- Stop alle raccomandazioni annuali: non sono più necessarie comunicazioni annuali SREP ma, stante la prevedibilità dei livelli attesi e al fine di alleggerire la pressione, le aspettative di copertura degli NPLs saranno definite in un atto operativo unico con validità pluriennale.
- Esenzione per NPE immateriali: gli istituti con stock di NPLs c.d. “immateriali” (ossia di limitata dimensione e impatto patrimoniale) e già conformi alle norme BCE saranno esentati dall’adempimento delle aspettative di copertura e la relativa rendicontazione così da incentivare la riduzione dei crediti deteriorati.
- Approccio basato sul rischio: la BCE adotterà un approccio basato sul rischio, ossia intensificherà l’attenzione e la verifica sulle banche che presentano richieste significative di riduzione delle coperture; il livello di controllo resterà invece invariato per le altre.
Le novità introdotte dalla BCE porteranno sicuramente le banche di maggiori dimensioni ad avere una maggiore certezza regolamentare sui requisiti di copertura di NPLs per un arco temporale più esteso, stante l’adozione di un atto operativo pluriennale, facilitando così la pianificazione strategica di bilancio e la gestione dei portafogli deteriorati.
Inoltre, l’approccio risk-based può indirizzare verso un aumento dei dialoghi tra istituti di credito e vigilanza, soprattutto per quanto concerne gli NPLs più complessi e significativi.
Anche le banche di minori dimensioni (c.d. less significant institutions) – per le quali è peraltro in corso un allineamento alle regole già in vigore per le banche più grandi sulla gestione degli NPLs – beneficeranno di semplificazioni vista l’introduzione di esenzioni per gli stock di NPLs immateriali, alleggerendo così di fatto gli oneri di supervisione e segnalazione per le piccole banche, senza però compromettere la solidità complessiva del sistema.
Per il mercato, questo cambio di passo della BCE sulla vigilanza degli NPL’s, potrebbe favorire il consolidamento dei flussi di cessione di crediti deteriorati e una più chiara valutazione dei rischi nei processi di acquisizione o cartolarizzazione di portafogli, oltre a stimolare lo sviluppo di soluzioni più efficienti per la risoluzione degli stock residui di crediti deteriorati nei portafogli bancari, proprio nell’ottica di un approccio più orientato al rischio.
La decisione della Banca Centrale Europea di riorientare la supervisione degli NPL in maniera più proporzionata e mirata sembra rappresentare un passo significativo verso una vigilanza più stabile, prevedibile e basata sul rischio, coerente con l’evoluzione della qualità del credito nel settore bancario europeo in una fase in cui lo stock di NPLs è complessivamente molto più basso rispetto al passato.
07.07.2026