Il 1° marzo 2023 Corte di Cassazione, Procura Generale della Corte di Cassazione, Avvocatura Generale dello Stato e Consiglio Nazionale Forense hanno sottoscritto un nuovo Protocollo d’intesa sul processo civile in Cassazione
La recente riforma del processo civile in Cassazione (c.d. Riforma Cartabia) – caratterizzata dall’estensione del processo telematico e dai principi di chiarezza e sinteticità, nell’ottica di una riduzione della durata dei procedimenti e di una valorizzazione della funzione nomofilattica della Suprema Corte – ha reso necessario un aggiornamento dei Protocolli d’intesa già esistenti.
Il nuovo Protocollo costituisce un vero e proprio “Testo Unico dei Protocolli”, che ricomprende tutte le materie trattate nei precedenti e che supera questi ultimi che sono da ritenersi abrogati.
Il testo tratta, in buona sostanza, le seguenti materie:regole redazionali degli atti processuali, disposizioni per il rito camerale unificato, procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c. e digitalizzazione.
Rinviando alla lettura per esteso del Protocollo per ogni più opportuno approfondimento, in questa sede verranno evidenziati gli aspetti più innovativi e/o rilevanti.
Quanto alle regole redazionali degli atti, vengono ribadite quelle già convenute, con le attualizzazioni imposte dal processo civile telematico e l’adozione di un modulo redazionale, senza che l’eventuale mancato rispetto dei limiti dimensionali o delle ulteriori indicazioni comporti un’automatica sanzione processuale.
Vero è, invece, che l’infondatezza delle motivazioni addotte per il superamento dei limiti dimensionali può essere valutata ai fini della liquidazione delle spese.
Quanto alle disposizioni per il rito camerale unificato, non si registrano particolari novità, se non quelle riguardanti l’avvenuta estensione del processo telematico.
Del tutto innovativa è la parte relativa alla proposta di decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c.: il Protocollo chiarisce come la proposta debba indicare a quale ipotesi di inammissibilità o di improcedibilità si faccia riferimento e, quanto alla prognosi di manifesta infondatezza, quali siano i precedenti giurisprudenziali al riguardo e le ragioni del giudizio prognostico sui motivi di ricorso.
Parimenti innovativa è la parte dedicata alla digitalizzazione degli atti. Considerato che presso la Corte di cassazione sono attualmente pendenti un numero rilevantissimo di procedimenti civili introdotti mediante il deposito degli atti esclusivamente in forma cartacea, il Protocollo evidenzia la necessità, per favorire lo sviluppo del processo telematico, di veicolare gli atti già depositati in via analogica anche in via telematica tramite la piattaforma del processo civile telematico, così da renderli disponibili ai magistrati della Suprema Corte.
A tal fine il Protocollo prevede che, nell’ambito della comunicazione contenente l’avviso di fissazione dell’udienza, la Cancelleria della Suprema Corte inviti i difensori a trasmettere, entro dieci giorni, copia informatica di tutti gli atti processuali del giudizio di Cassazione già depositati in forma cartacea.
Chiara, dunque, la volontà di perseguire il cambiamento richiesto dalla Riforma Cartabia a mezzo del coinvolgimento e del coordinamento di tutti i soggetti del processo, soprattutto in relazione alle dinamiche proprie del processo civile telematico.
11.09.2026