All’esito dell’Adunanza del 25 novembre 2025, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha esteso l’istruttoria già avviata il 22 luglio 2025 nei confronti del gruppo Meta e ha dato impulso a un procedimento cautelare ai sensi dell’art. 14-bis L. 287/1990 (Norme per la tutela della concorrenza e del mercato).
La decisione a seguito dell’integrazione del chatbot Meta AI su WhatsApp e le nuove condizioni contrattuali introdotte con i WhatsApp Business Solution Terms, ritenute potenzialmente idonee a costituire un abuso di posizione dominante ai sensi dell’art. 102 TFUE.
La questione sorge nel luglio 2025, quando l’AGCM prendeva in esame la progressiva integrazione di Meta AI all’interno di WhatsApp, piattaforma dominante nel mercato della messaggistica istantanea, con oltre 37 milioni di utenti solo in Italia. I dubbi vertevano sul potenziale vantaggio competitivo derivante dall’accesso privilegiato di Meta ai dati generati dagli utenti e dal possibile impatto sulle dinamiche concorrenziali nel nascente mercato degli AI chatbot.
L’aggiornamento delle condizioni d’uso, efficace dall 15 ottobre 2025, ha aggiunto un ulteriore tassello nella valutazione dell’AGCM, inducendo quest’ultima a un ampliamento dell’indagine e all’adozione di misure urgenti.
Ma cosa prevedono tali nuove condizioni oggetto di indagine?
I nuovi WhatsApp Business Solution Terms pongono in capo alle aziende un divieto di utilizzo di chatbot di intelligenza artificiale forniti da provider concorrenti con Meta AI (preclusione attiva immediatamento o dal 15 gennaio 2026, a seconda che si tratti di account aziendali nuovi o preesistenti).
Secondo l’AGCM, tale esclusione configurerebbe un potenziale diniego di accesso ad una infrastruttura digitale essenziale – quindi, una possible violazione dell’art. 102 TFUE -, ostacolando la possibilità, per provider di AI concorrenti (inclusi operatori come OpenAI o Copilot), di raggiungere la vasta platea di utenti WhatsApp.
Tale condotta potrebbe quindi determinare altresì un rischio di danno grave e irreparabile alle dinamiche concorrenziali, compromettendo quindi non solo le società concorrenti a Meta AI ma altresì gli utenti stessi, pregiudicati nella scelta dei provider di cui servirsi.
Il procedimento cautelare – il cui termine è fissato per il 31 dicembre 2026 – sarà intervallato, entro precisi termini indicate in Delibera, da eventuale audizione orale delle Parti interessate, le quali potranno altresì presentare memorie difensive scritte.
11.12.2025