Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Società cancellata da oltre un anno, Covid e istanza di fallimento

La Corte d’appello di Napoli, con la pronuncia in esame, ha rigettato il reclamo proposto avverso il provvedimento con cui il Tribunale di Napoli aveva respinto il ricorso per la dichiarazione fallimento di una società, rilevando come la stessa non potesse essere dichiarata fallita per decorso del termine annuale di cui all’art. 10 L. Fall..

In particolare, a fondamento della propria impugnazione, la reclamante ha lamentato la mancata applicazione da parte del Tribunale di Napoli della proroga del termine disposta dall’art. 10, co. 3, D.L. 33/2020 (c.d. Decreto Liquidità, convertito con modificazioni nella Legge n. 40 del 5 giugno 2020), secondo cui “quando alla dichiarazione di improcedibilità dei ricorsi presentati nel periodo di cui al comma 1 (ndr. dal 9 marzo al 30 giugno 2020) fa seguito, entro il 30 settembre 2020, la dichiarazione di fallimento, il periodo di cui al comma 1 non viene computato nei termini di cui agli articoli 10“. La reclamante ha, quindi, sostenuto che la suddetta norma avrebbe disposto una proroga legale di 114 giorni del termine annuale per la declaratoria di fallimento delle imprese previsto dall’art. 10 L.F, per cui, essendo stata la società debitrice cancellata dal Registro delle Imprese in data 26 novembre 2019, il termine per la declaratoria di fallimento di quest’ultima sarebbe stato prorogato sino al 22 marzo 2021.

La Corte d’Appello ha ritenuto infondato il reclamo proposto.

Ciò in quanto il suindicato art. 10, co. 3, D.L. 33/2020 – nel prevedere che “Quando alla dichiarazione di improcedibilità dei ricorsi presentati nel periodo di cui al comma 1 (ndr. dal 9 marzo al 30 giugno 2020) fa seguito, entro il 30 settembre 2020, la dichiarazione di fallimento, il periodo di cui al comma 1 non viene computato nei termini di cui agli articoli 10” – risulta chiaro nello stabilire che può godere della menzionata sospensione dei termini  solo ed esclusivamente chi abbia depositato il ricorso per la declaratoria di Fallimento nel periodo tra il 9 marzo 2020 e il 30 giugno 2020 ed abbia ottenuto una dichiarazione di improcedibilità, cosi potendo conseguire la declaratoria di Fallimento del debitore entro il 30 settembre 2020.

La Corta ha, quindi, chiarito che il predetto beneficio della proroga opera esclusivamente a favore dei soggetti avevano assunto, nel menzionato periodo tra il 9 marzo 2020 e il 30 giugno 2020, l’iniziativa volta a conseguire la dichiarazione di fallimento del proprio debitore, al fine di non penalizzarli, quindi, nel computo del termine di cui all’art. 10 L. Fall., tenuto conto del fatto che nel citato lasso tempo non potevano ottenere la dichiarazione di fallimento del debitore.

In conclusione, la Corte, nel rigettare il reclamo, ha evidenziato, pertanto, che l’art. 10, co. 3, D.L. 33/2020 non ha introdotto alcuna moratoria tout court nella presentazione dei ricorsi di fallimento, ma ha voluto, invece, distinguere la posizione di chi aveva assunto la predetta iniziativa da quella di chi era restato meramente inerte, così fissando una condizione oggettiva per l’utilizzo della sospensione dei termini, avuto verosimilmente riguardo all’indiscutibile difficoltà di poter stabilire ex post se la mancata presentazione del ricorso di fallimento fosse dipesa dalla consapevole scelta di evitare di depositare un’istanza che sarebbe stata dichiarata improcedibile e non anche da una mera negligenza, avente l’effetto di una ingiustificata rimessione in termini.

Corte d’App. Napoli, 9 marzo 2021

Veronica Polei – v.polei@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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