Leasing delle mie brame, come mi posso insinuare?

In Gazzetta Ufficiale il Codice della crisi d’impresa: lezioni in pillole di Iusletter

Sulla Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019 (Serie Generale n. 38 del 14.02.2019 – Suppl. Ordinario n. 6) è stato pubblicato, dopo lunga attesa, il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Il Legislatore ha previsto che la riforma avrà una vacatio legis molto lunga in quanto entrerà in vigore “decorsi diciotto mesi dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale” (e, quindi, salve ulteriori sorprese, il prossimo 15 agosto 2020).

Tale, lungo, termine dovrebbe consentire l’adozione delle “necessarie misure organizzative” e l’apporto, ove necessario, di correzioni al testo.

Il “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” disciplina le situazioni di crisi o insolvenza del debitore, sia esso consumatore o professionista, oppure imprenditore che eserciti, anche non ai fini di lucro, un’attività commerciale, artigiana o agricola, operando quale persona fisica, persona giuridica o altro ente collettivo, gruppo di imprese o società pubblica, con esclusione dello Stato o degli Enti pubblici.

Il codice è composto da 391 articoli suddivisi in quattro parti:

  1. 1. le disposizioni relative al codice della crisi di impresa e dell’insolvenza in senso stretto (articoli da 1 a 374 D.Lgs. 14/2019);
  2. 2. le modifiche al codice civile inerente il diritto societario (articoli da 375 a 384 D.Lgs. 14/2019);
  3. 3. le garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire (articoli da 385 a 388 D.Lgs. 14/2019);
  4. 4. le disposizioni finali e transitorie (articoli da 389 a 391 D.Lgs. 14/2019).

L’entrata in vigore del D.Lgs. 14/2019 è disciplinata dall’articolo 389, il quale prevede che:

  • – in via generale è previsto il termine di 18 mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, e, quindi, dal 15 agosto 2020;
  • – in alcuni casi è prevista l’entrata in vigore dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e quindi dal 16 marzo 2019.

Il Legislatore ha elencato specificatamente quali sono gli articoli del Codice che entreranno in vigore il prossimo 16 marzo 2019 (articolo 389, comma II):

  • – 27 comma I, Competenza per materia e per territorio;
  • – 350, Modifiche alla disciplina dell’amministrazione straordinaria;
  • – 356, Albo dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi e dell’insolvenza;
  • – 357, Albo dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi e dell’insolvenza;
  • – 359, Area web riservata;
  • – 363, Certificazione dei debiti contributivi e per premi assicurativi;
  • – 364, Certificazione dei debiti tributari;
  • – 366, Modifica all’articolo 147 del Testo unico in materia di spese di giustizia;
  • – 375, Assetti organizzativi dell’impresa;
  • – 377, Assetti organizzativi societari;
  • – 378, Responsabilità degli amministratori;
  • – 379, Nomina degli organi di controllo (che tuttavia dovrà avvenire entro i successivi nove mesi);
  • – 385, Modifiche all’articolo 3 del decreto legislativo n. 122 del 2005;
  • – 386, Modifiche all’articolo 4 del decreto legislativo n. 122 del 2005;
  • – 387 Modifiche all’articolo 5 del decreto legislativo n. 122 del 2005;
  • – 388 Modifiche all’articolo 6 del decreto legislativo n. 122 del 2005.

Con riguardo alla disciplina transitoria l’articolo 390 reca tre importanti precisazioni.

  • Data di deposito dei ricorsi e proposte per attivare le procedure. I ricorsi per la dichiarazione di fallimento  e  le  proposte  di concordato fallimentare, i ricorsi per l’omologazione degli  accordi di ristrutturazione, per l’apertura del  concordato  preventivo,  per l’accertamento dello stato di insolvenza  delle  imprese  soggette  a liquidazione coatta amministrativa e le  domande  di  accesso  alle procedure  di  composizione   della   crisi   da   sovraindebitamento depositati prima dell’entrata in vigore del decreto in esame, sono definiti secondo le disposizioni del regio decreto 16 marzo 1942,  n. 267 (cd. Legge Fallimentare), nonché della L. 27 gennaio 2012, n. 3 (“Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”).
  • Procedure pendenti. Le procedure di fallimento e le altre procedure sunnominate, pendenti alla data di entrata  in vigore del decreto in commento, nonché le procedure aperte a seguito della definizione  dei ricorsi e delle domande  di  cui  al  medesimo  comma, sono definite secondo le disposizioni della cd. Legge Fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267), nonché della disciplina sul sovraindebitamento (L. 27 gennaio 2012, n. 3).
  • Norme penali. Quando, in relazione a ogni procedura succitata, risultino commessi i fatti puniti dalle norme penali del titolo VI del R.D. 16 marzo 1942, n. 267, nonché della sezione III del capo II della L. 27 gennaio 2012, n. 3, agli stessi fatti si applica tale pregressa disciplina, con esclusione, quindi, delle disposizioni contenute sul nuovo Codice.

 

Dal prossimo lunedì, Iusletter pubblicherà le “Pillole di diritto fallimentare” dedicate all’approfondimento di tutte le novità normative e all’esame dei quesiti che i nostri Lettori ci vorranno presentare.

Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com

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