20° pillola: L’esdebitazione

Nella nuova pillola della rubrica settimanale “La nuova crisi d’impresa su Iusletter. In pillole”, a cura di Luciana Cipolla, Partner dello Studio e Responsabile del Team Concorsuale, parliamo dell’esdebitazione.

L’esdebitazione

Ai sensi dell’art. 287 del Codice l’esdebitazione consiste nella liberazione dai debiti e comporta l’inesigibilità dal debitore dei crediti rimasti insoddisfatti nell’ambito di una procedura concorsuale che prevede la liquidazione dei beni.

L’istituto è stato introdotto nel nostro ordinamento con il decreto legislativo n. 5/2006 che ha riformulato gli artt. 142 – 144 della legge fallimentare. Ora, nel Codice della crisi, è stato, in larga misura, modificato. Gli artt. 278 – 281 ad esso dedicati introducono infatti significative modifiche sia con riferimento ai soggetti destinatari sia con riferimento all’ambito oggettivo di applicazione.

Come hanno rilevato alcuni Autori, il risultato che ne consegue è un istituto multiforme che, come tale, costituisce indubbiamente uno dei tratti più significativi di discontinuità con il passato.

Il Codice prevede due tipi di esdebitazione:

  • quella di diritto del sovraindebitato, come conseguenza della chiusura della procedura di liquidazione controllata;
  • quella del debitore meritevole ma incapiente, nuova figura introdotta dal Codice.

Possono accedere al beneficio dell’esdebitazione tutti i debitori previsti dall’art. 1, comma primo, del Codice e quindi non più solo le persone fisiche ma anche l’imprenditore che operi in forma collettiva. Viene così superata la linea sinora invalicabile della persona fisica.

L’esdebitazione del sovraindebitato, a seguito della chiusura della procedura di liquidazione controllata o anteriormente decorsi tre anni dalla sua apertura, opera di diritto ed è dichiarata con decreto motivato del tribunale che, contestualmente alla pronuncia del decreto di chiusura della procedura, dichiara inesigibili nei confronti del debitore i debiti concorsuali non soddisfatti e, nel caso si tratti di un imprenditore, deve essere pubblicato nel registro delle imprese.

I creditorii ammessi al passivo non integralmente soddisfatti possono proporre opposizione.

Come è stato correttamente rilevato l’esdebitazione non comporta l’estinzione dei debiti rimasti insoddisfatti ma piuttosto una inesigibilità degli stessi e, quindi, rimangono fermi i diritti dei creditori nei confronti di eventuali coobbligati, obbligati in via di regresso o fideiussori del debitore.

Condizioni ostative al beneficio dell’esdebitazione sono:

  • la commissione di fatti costituenti reato, se il debitore è una società minore, agricola o start up innovativa;
  • se si tratta di un consumatore, l’ipotesi in cui questi sia stato esdebitato nei cinque anni precedenti la domanda o abbia beneficiato dell’esdebitazione per due volte, ovvero ha determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, frode o mala fede.

Il Codice prevede poi l’ipotesi della esdebitazione di diritto del debitore meritevole ma incapiente, che si caratterizzata per il fatto che:

  • può essere concesso una sola volta;
  • vi è l’obbligo di pagamento dei debiti, nel caso in cui nei quattro anni successivi all’esdebitazione sopravvengano rilevanti utilità (che non siano finanziamenti ricevuti);
  • il debitore deve essere meritevole e, in tale prospettiva, assumono rilievo le cause dell’indebitamento. Tale aspetto deve essere indicato dall’OCC che anche in tale occasione deve assistere il debitore.

È compito del Giudice pronunciare, con decreto, l’esdebitazione del richiedente, previa valutazione ed esistenza dei requisiti predetti tra i quali assume maggior rilievo la meritevolezza e l’insussistenza di atti in frode ovvero di dolo o colpa grave nell’indebitamento.

Il Giudice deve anche indicare le modalità e il termine entro il quale il debitore deve presentare a pena di revoca del beneficio la dichiarazione annuale relativa a sopravvenienze rilevanti.

Per leggere le precedenti pillole.

Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com

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