Il rialzo era atteso, ma forse non di questa entità. Le bollette del gas sono balzate fino a raggiungere il livello più alto di sempre. A ottobre sono salite del 9,1% in base all’aggiornamento annunciato ieri dall’Autorità Arera. Un rincaro che si somma a quello del 12,7% di settembre. Così il mese scorso il prezzo di riferimento del gas per il cliente domestico considerato «tipo» (che consuma 1.100 metri cubi di gas all’anno) è stato pari a 176,8 centesimi per metro cubo. «Mai il prezzo del gas, imposte incluse, è stato così alto», afferma Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo i calcoli dell’Unc, per la famiglia tipo l’aumento del 9,1% significa spendere 163 euro in più all’anno nell’ipotesi in cui i prezzi restino quelli di ottobre, quando la media mensile della materia prima sul mercato italiano all’ingrosso (Psv) è stata pari a 88,3 euro al megawattora. In questi giorni siamo ben oltre, intorno ai 100 euro/MWh.
Ma le famiglie non sono le sole a subire il caro-energia, soprattutto ora che arriva l’inverno per chi ha la caldaia. Molte attività manifatturiere usano il metano. Secondo le stime fatte per il Corriere da Confartigianato, basate sulle previsioni del prezzo del Psv dove molte aziende lo acquistano attraverso consorzi, questo mese di novembre e per dicembre ci sarà un forte un aggravio dei costi di produzione. Un panificio che consuma in media 4 mila metri cubi di gas al mese spenderà oltre mille euro in più, una lavanderia che consuma 7.500 metri cubi di gas 1.200 euro e un caseificio che usa 20 mila metri cubi di gas 5.300 euro in più. Al mese.
Nemmeno le bollette del gas del 2022 avevano toccato livelli simili e questo perché erano in vigore gli aiuti del governo Draghi, che nella crisi con la Russia sono stati concessi dalla Ue, che oggi invece non lo permette. L’aumento riflette dunque il boom del Psv, che è il riferimento dell’Arera per calcolare il costo della materia prima nelle bollette del mercato regolato (cioè amministrato dall’Autorità), ma è anche l’indice a cui sono agganciate le tariffe di chi ha un contratto a prezzo variabile. Si tratta dei circa 2,3 milioni di consumatori nel «Servizio di tutela della vulnerabilità», ma anche i circa 13,7 milioni di famiglie sul mercato libero (il 68% del totale, quindi la maggioranza). In totale, la «stangata» riguarda circa 16 milioni di famiglie. Colpa delle quotazioni in rialzo sul mercato europeo Ttf, che poi si portano dietro gli aumenti anche sul mercato italiano all’ingrosso. Paghiamo il conflitto in Medio Oriente, ma anche il comportamento della Germania, che è indietro negli stoccaggi. «Stiamo pagando di più per il gas perché i tedeschi lo stanno comprando ora», ha spiegato il direttore generale Mercati e Infrastrutture Energetiche del Mase Alessandro Noce giovedì scorso.
La materia prima non è l’unica voce di costo a essere salita. La spesa per il trasporto e la gestione del contatore nella bolletta di ottobre aggiornata dall’Arera è passata da 24,19 a 27,25 euro.

