Regime forfettario con nuovo tetto a 100 mila euro dal 2027 ma con effetto “retroattivo” già dal 2026. L’innalzamento della soglia di ricavi e compensi del regime in potenziale vigore dal 1 gennaio prossimo, come già accaduto nel precedente caso di aumento della soglia da 65 mila a 85 mila euro, dovrebbe consentire a chi attualmente (nel 2026) ha superato o supererà gli 85 mila euro ma non i 100 mila, di utilizzare il forfettario anche nel 2027. Con le regole oggi vigenti, questi soggetti possono continuare ad applicare il forfait per tutto il 2026 ma dovrebbero uscirne dall’anno prossimo. Il nuovo tetto a 100 mila euro (valido ai fini delle imposte sui redditi) invece, pur entrando formalmente in vigore dal 2027, verrebbe infatti verificato sui ricavi o compensi del 2026 e l’effetto della modifica sarebbe quindi anticipato all’anno in corso, salvando dalla fuoriuscita i citati forfettari con “incassi” nella fascia compresa tra 85 mila e 100 mila euro. La misura annunciata dal Governo e contenuta nell’approvato disegno di legge di bilancio 2027, dovrebbe quindi riprodurre lo stesso effetto, ferma restando la necessità che l’innalzamento venga confermato e disciplinato come già fatto in precedenza.
La soglia guarda all’anno precedente
Va preliminarmente evidenziato che il regime forfetario è disciplinato dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/2014. Il comma 54, lettera a), consente oggi l’accesso e la permanenza nel regime alle persone fisiche che nell’anno precedente abbiano conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 85 mila euro. Il comma 71 prevede invece due differenti meccanismi di uscita, uno “differito” ed uno “immediato” collegati al superamento di determinate soglie di ricavi/compensi oltre il tetto attualmente fissato a 85mila euro. Il “differito” si innesca quanto il forfettario supera gli 85 mila euro ma non i 100 mila euro e perde la possibilità di utilizzare il regime agevolato l’anno successivo a quello del superamento della soglia. Se, invece, ricavi o compensi percepiti superano 100 mila euro, la cessazione è immediata e opera nello stesso periodo d’imposta, con applicazione dell’Iva dall’operazione che determina lo sforamento. Il contribuente che nel 2026 incassa, ad esempio, 90 mila euro conserva quindi il forfait per l’anno in corso ma, con le regole attuali, dovrebbe applicare il regime ordinario dal 2027. Se il limite di accesso e permanenza sarà portato a 100 mila euro dal prossimo anno, i medesimi ricavi del 2026 dovrebbero invece risultare compatibili con la permanenza anche nel 2027. Il meccanismo non riguarda invece chi nel 2026 oltrepassa i 100 mila euro poiché per questi contribuenti la disciplina vigente determina già la cessazione immediata del forfait nello stesso anno ed il successivo innalzamento della soglia ordinaria non recupererebbe quindi gli effetti già prodotti.
Il precedente innalzamento da 65 a 85 mila euro
Il precedente da prendere a riferimento è quello prodotto dall’articolo 1, comma 54, lettera a), della legge 29 dicembre 2022, n. 197, la legge di bilancio 2023, disposizione che ha innalzato da 65 mila a 85 mila euro il limite dei ricavi conseguiti o dei compensi percepiti nell’anno precedente per accedere o permanere nel regime forfettario. Anche in quel caso la modifica era entrata in vigore il 1° gennaio 2023, ma aveva prodotto effetti prendendo in considerazione i ricavi e i compensi conseguiti o percepiti nel 2022. La stessa agenzia delle entrate con la circolare 32/E del 5 dicembre 2023 chiarì che il nuovo limite risultava applicabile già dal 2023 anche ai contribuenti che nel 2022 avevano conseguito ricavi o percepito compensi superiori a 65 mila euro ma non oltre 85 mila.

