30.10.2026

Imprese, innovazione ferma e mancano le competenze per l’AI

  • Il Sole 24 Ore

Un numero minore di imprese, ma con una media di addetti in crescita. E con un livello di innovazione in discesa. La terza edizione del Censimento permanente delle imprese, di cui ieri l’Istat ha presentato i primi risultati, descrive un sistema in lento mutamento, ma con delle direzioni di marcia che sembrano molto chiare.

Tra il 2018 e il 2024 le imprese con almeno 3 addetti sono diminuite di circa 14mila unità, mentre gli addetti sono cresciuti di oltre 1,5 milioni: la dimensione media è passata da 12 a 13,8. Resta però forte l’impronta familiare. Le imprese controllate da una persona o da una famiglia sono oltre 850mila, l’84,6% del totale (erano il 75,2% nel 2018). E si osa poco: tra le imprese con almeno 10 addetti, l’83,2% indica come obiettivo strategico la difesa della propria posizione competitiva, mentre solo il 44,4% punta ad aumentare gli investimenti in nuove tecnologie.

Attività di innovazione stagnanti

Nel confronto con i due precedenti Censimenti, emerge infatti una progressiva riduzione di imprese impegnate in attività di innovazione: si passa dal 38,2% del periodo 2016-2018 al 37,3% del 2024-2025. La tenuta delle aziende più grandi (con 250 addetti e oltre), con una percentuale di innovatrici che resta attorno all’80%, non compensa il calo delle altre classi dimensionali.

La rilevazione è stata realizzata tra ottobre 2025 e marzo 2026 su un campione di circa 265mila imprese, rappresentative di oltre 1 milione di unità con almeno 3 addetti attive nell’industria e nei servizi. Diversi indicatori fotografano la frenata. Ad esempio l’acquisto di macchinari o impianti, anche in relazione alle tecnologie 4.0 e 5.0, che interessa un numero minore di imprese (tra i bienni 2021-2022 e 2024-2025 -1,5 punti percentuali nella classe oltre i 3 addetti e -4,3 punti oltre i 10).

Le aziende che fanno R&S sono in calo in tutti e tre i periodi considerati: tra quelle con almeno 10 addetti la R&S interna perde 3,3 punti rispetto al 2021-2022 e quella acquistata dall’esterno 0,9 punti. Rispetto al 2016-2018, tra le imprese con almeno 250 addetti la quota di chi acquista hardware cala di 11 punti, quella di chi acquista macchinari di 8, mentre tra le imprese con 50-249 addetti quelle impegnate nella R&S interna diminuiscono di 9 punti. E l’industria fa peggio dei servizi. L’unica voce in crescita è il marketing, con un picco di 4 punti nei servizi digitali e dei media.

In questo quadro anche la digitalizzazione marcia con segnali altalenanti. Le imprese confermano la centralità dei software gestionali e del cloud, ma la loro diffusione è quasi ferma: tra il 2021-2022 e il 2024-2025 gli Erp e Crm passano dal 33,8% al 35,3% delle imprese; il cloud dal 29,2% al 29,7%. Avanza invece la cybersicurezza, dettata da una minaccia crescente di attacchi informatici, che raggiunge un quarto delle aziende con almeno tre addetti e oltre il 40% di quelle con almeno 10 addetti. Resta bassa la diffusione delle tecnologie applicative – dai big data alla realtà virtuale – tutte sotto il 10% (si vedano i grafici a fianco).

Prevalgono usi semplici dell’Ai

Nel quadro non può mancare l’intelligenza artificiale. L’adozione di almeno una tecnologia di questo tipo è raddoppiata tra il 2024 e il 2025, ma abbraccia una platea ancora contenuta: 16,5% delle imprese con almeno 3 addetti e 23,2% da 10 addetti in su. Ma lascia più dubbi l’utilizzo che se ne fa: prevalgono gli usi più semplici, come la generazione di immagini o video e la trascrizione del parlato, mentre le applicazioni operative restano di nicchia, con l’analisi dei dati al 2,3%, l’automazione dei flussi di lavoro al 2% e il movimento delle macchine allo 0,7%.

Carenza di competenze tecniche

Il nodo passa anche dalle competenze. Per il triennio 2026-2028 le imprese con almeno 10 addetti considerano più importanti quelle tecniche e specialistiche (43,3%), mentre le digitali avanzate, che includono l’Ai, sono indicate dal 23,5%, con punte del 34,8% nelle medie e del 46,1% nelle grandi.

Trovare le persone adatte resta difficile: la carenza di competenze tecniche ha frenato le assunzioni nel 30% delle imprese che hanno cercato personale nel 2024-2025, quota che sale al 51% tra le medie e al 53% tra le grandi, anche se chi non ha incontrato ostacoli è salito dal 16,6% del 2021-2022 al 34,2%.