Non c’è pace ai piani alti della Delfin, la finanziaria lussemburghese della famiglia Del Vecchio che controlla il 32% del gruppo di occhialeria Essilux più una serie di partecipazioni finanziarie strategiche per il sistema italiano. Solo ieri sono venute alla luce due operazioni distinte che riguardano l’azionariato di Delfin e che sono state immediatamente scartate. La prima riguarda un’offerta per 3,5 miliardi che i legali di Leonardo Maria Del Vecchio hanno fatto recapitare una decina di giorni fa al fratellastro Rocco Basilico, per l’acquisto della sua quota di Delfin pari al 12,5%. Basilico non l’ha neanche considerata ma ha di buon grado incassato il fatto che il fratellastro l’ha riconosciuto come socio regolarmente iscritto a libro soci, fatto che gli era stato dallo stesso contestato attraverso una causa legale.
Nello stesso tempo un articolo del quotidiano Il Domani rivelava l’esistenza di una lettera inviata dal finanziere e produttore di armi ceco Michal Strnad, già azionista della Pirelli, nella quale è contenuta un’offerta per la maggioranza di Delfin valutata nell’ordine dei 30 miliardi di euro. Cioé con uno sconto del 30% rispetto al suo attuale valore patrimoniale netto (Nav), calcolato in base alle quotazioni di Borsa delle diverse partecipate.
Un’offerta, quest’ultima, che è stata presa come un affronto dagli otto soci-famigliari-eredi della Delfin e che è stata immediatamente rispedita al mittente. Non senza qualche critica dal momento che sono passati 10 giorni dalla data di ricevimento della lettera da parte del board prima di essere trasmessa ai soci. Il rifiuto è stato unanime visto che non era certo interesse del fondatore Leonardo Del Vecchio veder finire l’azienda faticosamente costruita sotto il
controllo di un produttore di armi diventato ricco grazie alla guerra russo-ucraina.
Anzi, la maggioranza dei soci di Delfin si domanda come possa essere arrivata la proposta di Strnad, se qualcuno l’abbia sollecitatata in un momento delicato per gli assetti del gruppo. Tra l’altro i soci devono anche discutere del rinnovo di Francesco Milleri al vertice di Essilux per un altro triennio. E tutte le notizie che arrivano sono vissute come azioni di disturbo che complicano la ricerca di una soluzione volta a sbrogliare la mattassa della successione
incagliata dal 2022. Il legato in azioni Essilux a Milleri è bloccato, i dividendi da Delfin sono limitati al minimo del 10% annuo. L’unica cosa certa è che, dopo Luca e Paola Del Vecchio, da aprile 2027 anche Leonardo Maria, Clemente e Basilico potranno trasferire il loro 12,5% di Delfin in una società da loro stessi posseduta, le cui azioni potranno essere offerte alle banche per ottenere finanziamenti. Per il resto le iniziative legali vanno avanti tra cui la richiesta di 500 milioni di penale a Lmdv da parte di Luca e Paola che potrebbe sfociare in un arbitrato incardinato a Londra.
30.10.2026
Strnad vuole comprare Delfin ma i Del Vecchio fanno muro
- La Repubblica

